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Le “maschere svedesi” che potrebbero accelerare i soccorsi in Thailandia

Per i 12 ragazzi bloccati da 10 giorni in una grotta in Thailandia insieme al loro allenatore l’incubo non è ancora finito: i soccorritori sono riusciti a raggiungerli, stanno tutti bene, ma per tornare a vedere la luce del sole potrebbero dover attendere ancora tre, quattro mesi. Se non impareranno prima a immergersi con l’attrezzatura da sub per tentare quella che sarebbe un’impresa quasi disperata.

Dalla Svezia le maschere speciali

Ma dalla Svezia è arrivata martedì una speranza in più: una donazione di 15 maschere che coprono tutto il viso e permettono ai giovani calciatori di respirare a lungo dal naso. La speciale maschera, si legge sul New York Times, va incontro alle difficoltà di chi non ha dimestichezza con la respirazione subacquea e non è in grado di usare le maschere tradizionali dotate di valvola. L’uscita dalla grotta sarebbe così più facile anche nei tratti in cui è necessario procedere sott’acqua. Prima però i superstiti dovranno essere rifocillati.

Come sono finiti nella grotta

Di età compresa tra gli 11 e i 16 anni, i 12 giovani calciatori thailandesi e il loro allenatore hanno passato 220 ore, 9 giorni, intrappolati a circa 400 metri dalla cavità di Pattaya Beach, nella provincia di Chiang Rai. Il complesso di Tham Luang a Chiang Rai, nel nord della Thailandia, viene regolarmente allagato durante la stagione delle piogge che dura fino a settembre-ottobre. Il gruppo, si legge su Repubblica, si era avventurato nella grotta di Tham Luang al termine di un allenamento di calcio. Sono stati bloccati dalle forti piogge monsoniche e da allora non si era più avuto con loro nessun contatto. Imponente l’operazione di ricerca a cui hanno partecipato soccorritori da tutto il mondo, tra gli altri, cinesi, americani e australiani.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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