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Le quattro mosse di Google per combattere il terrorismo online

Google parte all’attacco contro il terrorismo e annuncia quattro misure per combatterlo anche sul web. “La minaccia terroristica – si legge sul The Guardian – è seria e per vincere la sfida dobbiamo mettere in campo azioni immediate”. Così il motore di ricerca più grande del mondo affronta il problema dei contenuti a sfondo estremista e della radicalizzazione attraverso i video su YouTube

Sembra quasi che in questo modo la piattaforma di video online voglia rispondere a Facebook  che ha annunciato di aver aggiunto risorse in carne e ossa al suo team antiterrorismo e di aver perfezionato le tecniche di intelligenza artificiale in grado di scovare ed eliminare contenuti propagandistici. 

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“Il terrorismo è un chiaro attacco alla società occidentale,  minacciata dalla violenza e dall’odio. E’ una sfida cruciale per tutti noi”. Ha dichiarato sul suo blog  Kent Walker, direttore degli affari legali.  “Google e YouTube si stanno impegnando per trovare una soluzione. Stiamo lavorando con i gruppi governativi, la polizia e la società civile per affrontare il problema dell’estremismo violento online. Ci piacerebbe eliminare dalle nostre piattaforme i contenuti di questo tipo”. “Anche se lavoriamo da anni per identificare e rimuovere i contenuti che violano le nostre politiche, la verità scomoda è che noi,  come industria, dobbiamo ammettere che quello che facciamo non basta, bisogna fare di più. E bisogna farlo subito”.

Ecco cosa farà Google

  • Migliorare la  tecnologia per individuare i contenuti più facilmente e rapidamente – Google ha annunciato che i suoi ingegneri hanno sviluppato delle nuove tecnologie in grado di prevenire il ricaricamento di contenuti terroristici già noti, utilizzando tecniche che sfruttano la corrispondenza delle immagini.
  • Più esperti al lavoro – Il motore di ricerca  incrementerà il numero di esperti  che lavoreranno nel programma Trusted Flagger di YouTube che nel 90% dei casi segnalano i video in modo appropriato. La tecnologia è un valido supporto ma è sempre meglio far valutare i video anche da esperti in carne e ossa capaci, a differenza delle macchine, di capire le sfumature.
  • Standard più rigidi –I controlli saranno più rigidi anche verso quei video che non violano  in modo chiaro le regole, ma che in qualche modo sottendano contenuti violenti o di propaganda religiosa. In futuro, questi video compariranno con un avviso e non verranno ammessi commenti e interazioni da parte degli utenti. Così saranno meno valorizzati e sarà più difficile trovarli.
  • Promozione di video contro l’odio e la radicalizzazione  – E’ in corso un lavoro di implementazione del “Redirect Method”. Questo approccio usa  il potere della pubblicità mirata per raggiungere le potenziali reclute e reindirizzarle verso i video contro il terrorismo che stimolino a cambiare idea.

“Se facciamo questi cambiamenti tutti insieme faranno la differenza. Ciò che è certo è che continueremo a lavorare sul problema finché non troveremo il giusto equilibrio”,  ha ribadito Walker.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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