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Le ragioni di Libero: “Noi sessisti? Tutte le volte che Grillo ha fatto peggio” 

Dopo le polemiche sul titolo di ieri, Libero contrattacca. “Pistole fumanti” titola il giornale, riferendosi a quanti in queste ore lo hanno criticato per l’attacco alla sindaca di Roma Virginia Raggi, soprattutto dal fronte pentastellato. “Gli educati inventori del Vaffaday ci mettono alla gogna e la sinistra si accoda accusandoci di sessismo. Ma quando riservammo a Ruby la medesima copertina dedicata alla Raggi nessuno si lamentò. Al solito, due pesi due misure“, recita il catenaccio del titolo di apertura

“Ricordate gli insulti a Boldrini, Boschi e Vendola?”

L’editoriale di Vittorio Feltri spiega le ragioni del giornale: “Nel presente numero di Libero spicca una foto ricavata dal sito di Beppe Grillo. Guardatela, rimarrete a bocca aperta davanti a cotanta volgarità”. Le foto a cui si riferisce Feltri sono i frame di un video che ha girato parecchio in rete gli scorsi mesi. Un militante 5Stelle in macchina con il presidente della Camera Laura Boldrini, e un post di Grillo in cui si chiedeva al suo popolo del web: “Cosa succederebbe se trovassi ti la Boldrini in macchina?”. “Tra i commenti al posti molti inneggiavano allo stupro” ricorda Libero. 

La pagina due ricorda tutti gli inciampi “sessisti” del comico genovese. Oltre quello su Boldrini, anche Maria Elena Boschi: “Grillo, avevi ritwittato un post non proprio sobrio secondo cui il vero lavoro dell’allora ministro delle Riforme era battere sulla strada” scrive Libero. E ancora, il giornale di Feltri ricorda gli attacchi a Debora Serracchiani, “stuprati le orecchie”. Bindi? “problemi di convivenza con il vero amore non ne ha mai avuti. Va de retro, Satana. Niente Sesso”. Il giornale pubblica qualche fotomontaggio apparso sul blog pentastellato. E un retweet di Grillo su Nichi Vendola: “Vendola vaffanculo! Ah no, ti piacerebbe!”. 

E chiude ricordando l’insulto, forse quello più pesante, che Grillo ha scagliato contro l’allora 92enne Rita Levi Montalcini, morta nel 2012. “Vecchia puttana”. Tutti insulti passati in rete, e ritrovati in rete dal quotidiano di Feltri.  La rete non perdona. La rete non dimentica. Diceva spesso Grillo. 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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