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"Le scuole paritarie paghino Imu" La politica divisa sulla sentenza

(AGI) – CdV, 25 lug. – E’ una “sentenza pericolosa e incongrua” che preoccupa la Cei e divide la politica. Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino commenta negativamente la decisione della Cassazione sugli istituti scolastici religiosi di Livorno che dovranno pagare l’Ici. “E’ una sentenza ideologica – rincara la dose monsignor Galantino -. Basta con questi tiri allargati su tutta la Chiesa. Ha ragione il professor Emanuele Rossi (ordinario di Diritto costituzionale alla Scuola Superiore di studi universitari Sant’Anna di Pisa ed esperto governativo per il terzo settore, ndr) quando scrive che ‘e’ come mettere sullo stesso piano una mensa caritatevole e un ristorante alla moda’”.

Il segretario generale della Cei ci tiene a precisare che non si parla solo di “scuole cattoliche” ma “scuole pubbliche paritarie” e snocciola i dati per sottolineare il risparmio “oggettivo”: “nelle paritarie ci sono un milione e 300 mila studenti e a fronte dei 520 milioni che ricevono queste scuole, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo”. Basta quindi, continua monsignor Galantino, “a pensare che la Chiesa cattolica affami l’Italia. Basta con l’ideologia che mette ‘il prosciutto sugli occhi'”. Inoltre la sentenza portera’ alla chiusura delle scuole paritarie, come ha anche denunciato don Francesco Macri’, presidente della Fidae, la Federazione Istituti di attivita’ educative.

“E la chiusura delle scuole paritarie – aggiunge monsignor Galantino – vuol dire limitare la liberta’. Ricordiamo che e’ la stessa Europa a chiederci garanzie sulla liberta’ educativa”. Quindi “chi prende decisioni dovrebbe non essere guidato dall’ideologia solo per ricevere applausi. Guardiamo invece agli altri Paesi europei – continua -, a partire dalla laica Francia che su queste cose e’ piu’ avanti di noi”.

Fioroni, Renzi intervenga sulle scuole paritarie

“Il pagamento dell’Ici, per le scuole paritarie senza scopo di lucro, interpella tutti, in primo luogo il Presidente Renzi” dichiara il democratico Giuseppe Fioroni, gioa’ ministro dell’Istruzione. “Il sistema scolastico italiano e’ per legge paritario, la Buona Scuola lo rafforza, ma questa vicenda fa chiudere tutte le scuole che non sono diplomifici, dalle materne alle superiori – osserva – Si cancella la liberta’ di scelta, si trasformano in scuole solo per i ricchi, si genera un danno grave allo Stato, sarebbe una violazione dei diritti costituzionali, pensiamo soltanto al 40% dei bambini delle materne che rimarrebbero senza scuola. E’ una vera emergenza democratica che non puo’ essere scaricata ne sui magistrati ne sui comuni che non chiudono i bilanci. Occorre che il governo intervenga subito e sono certo che il Presidente del Consiglio Renzi lo fara’”, conclude.

Lupi(Ap), sentenza su paritarie crea grave disuguaglianza

“La sentenza sull’Imu delle scuole gestite da enti religiosi invece di fare giustizia discrimina pesantemente queste scuole e genera una pericolosa diseguaglianza” dichiara Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera. “Le scuole paritarie e le scuole statali per legge fanno entrambe parte del sistema pubblico, perche’ entrambe svolgono un servizio pubblico – osserva – Perche’ le paritarie pubbliche devono pagare l’lmu e le statali pubbliche no? La chiusura di molte scuole paritarie e’ il rischio concreto delle conseguenze di questa sentenza con oltretutto un consistente aggravio dei costi per lo stato che dovra’ farsi carico degli studenti che resteranno a spasso, e la’ dove adesso spende 600 euro per studente ne dovra’ spendere 6000”, conclude.

Giammanco (FI), sentenza in linea con mia battaglia

“La sentenza della Cassazione sull’Ici dovuta anche dagli istituti scolastici gestiti da enti religiosi a Livorno da’ forza a una battaglia che personalmente porto avanti dalla scorsa legislatura a dispetto di tanta ipocrisia” dice da parte sua Gabriella Giammanco, parlamentare di Forza Italia. “Credo sia giusto che gli immobili della Chiesa non utilizzati a fini di culto siano sottoposti a tassazione come tutti gli immobili commerciali”, osserva. “E’ una pronuncia di assoluto buonsenso perche’, in presenza di evidenti attivita’ di carattere commerciale, si deve osservare il principio dell’equita’ fiscale. Spero che la pronuncia della Cassazione possa porre un limite all’ipocrisia diffusa nella politica su questo argomento, nella speranza di conquistare il voto dei cattolici o il plauso delle gerarchie vaticane. In un momento in cui agli italiani si impongono duri sacrifici e’ giusto che anche la Chiesa faccia la sua parte”, conclude.

Ruffino(Fi), sentenza ideologica e discriminatoria

Di tutt’altro avviso un’altra forzista, Daniela Ruffino, secondo cui “quella della Cassazione e’ una sentenza ideologica e discriminatoria che colpisce le scuole paritarie per colpire le scuole cattoliche ma ferisce soprattutto la liberta’ educativa sancita dalla Costituzione e ricordata recentemente dall’Unione europea come perno di una piena democrazia”. “La motivazione secondo cui le scuole paritarie svolgono un’attivita’ commerciale poiche’ fanno pagare una retta, fotografa una parte della verita’ perche’ ignora che le stesse scuole costano allo Stato meno della meta’ dei costi sostenuti per le scuole statali” conclude la vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte.

Gelmini, applicazione Imu a paritarie e’ paradosso

Sulla stessa linea n’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo cui “oltre a non consentire l’esercizio della liberta’ di scelta educativa delle famiglie, in ragione di un esagerato egualitarismo che ha anche bloccato l’ascensore sociale, si colpiscono le scuole cattoliche applicando proprio lo stesso principio di uguaglianza negato per l’accesso al loro finanziamento”.

Scotto (Sel), Cassazione mette fine a privilegio medievale

“La sentenza della Cassazione ripristina equita’ senza punire le scuole paritarie. Mette solo fine ad un privilegio dal sapore medievale. Lupi (e anche qualche altro…) se ne faccia una ragione” scrive su twitter il capogruppo dei deputati di Sel, Arturo Scotto. (AGI)

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