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Le sicurezze su Dio

Prima di inoltrarci nella ricerca delle origini di Dio, proviamo a vedere quanto possiamo ritenere validi i racconti che lo riguardano. Assoggettiamo anch’essi, come qualsiasi altra narrazione di fatti, alla verifica della verità . E’ un procedimento che non è mai stato fatto come lo abbiamo delineato in questi studi, anche se implicitamente ogni studioso della Bibbia deve essere passato attraverso un’analisi di quanto vi trova scritto e quindi attraverso una verifica delle perplessità circa la sua correttezza. Dubbi che hanno scosso la Chiesa stessa che però non vuole discutere un principio di base come dimostrano le seguenti parole:

[La Bibbia è un libro] multiforme ma unitario, libro che svela il disegno divino sulla storia, libro riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa come norma della sua fede: tutte queste affermazioni convergono e culminano nell’assioma, indiscusso per i cristiani, che la Bibbia contiene la rivelazione e la parola di Dio agli uomini.

Siamo in presenza di un assioma, cioè un principio “indiscusso” su cui si basa tutta la fede religiosa cattolica. Quando ci si trova di fronte ai princìpi, ai postulati che sono le colonne del ragionamento umano, significa che siamo arrivati proprio alla base di tutto un ramo del pensiero, come succede in un edificio quando distrutte le fondamenta il resto crolla di conseguenza. C’è da spaventarsi se questo si applica anche alla nostra religione? Non capiterà infatti che se vogliamo continuare nelle nostre costruzioni spesso ci convenga demolirle e ripartire con basi più solide? Come pensare di ottenere un edificio stabile se le sue fondamenta non sono adatte al carico che le sovrasterà? Sono infatti proprio le basi del nostro pensiero che debbono essere le più solide possibili per potervi poggiare i frutti dei nostri ragionamenti.

I postulati non possono venir scelti alla cieca: è una regola che vale in matematica, in fisica e in tutti i rami noti della scienza e di ogni forma di pensiero speculativo. Non si può agire sprovvedutamente neanche nella vita di tutti i giorni: a volte capita che chi ripone la propria fiducia incondizionata su una persona debba presto ricredersi. Non significa buttare via una relazione umana, ma comprendere che una certa persona non può farsi carico di qualsivoglia responsabilità. Fiducia, fede, assiomi religiosi, culturali o sociali: tutti sono soggetti ad una verifica, spesso in maniera più serrata di tanti altri passaggi della nostra vita, proprio perché su questi si basa l’esistenza stessa.

Ma che ne è stato allora dei racconti su Dio? Li abbiamo verificati prima di accettarli come veri, o quasi veri, o addirittura falsi del tutto? La maggior parte dei credenti non svolge alcuna analisi sulla sua fede perché:

1. non ha tempo

2. si fida di quanto fatto da altri

3. ritiene di non essere all’altezza

4. ha paura di ciò che potrebbe scoprire

5. teme di rimanere senza quelle risposte che, grazie alla sua fede, aveva potuto assegnare a certe domande “difficili”: perché esisto, qual è il fine della mia vita, cosa sarà di me dopo la morte, e via discorrendo.

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