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Le stragi non fermano il Papa. Perché il viaggio in Egitto è importante

Alta tensione in Egitto dopo i due attentati contro i cristiani da parte dell’Isis che hanno provocato decine di vittime nel giorno della Domenica delle Palme. L’emergenza terrorismo che si aggiunge alla situazione politica difficile che vive il presidente Abdel Fattah al-Sisi. Eppure tutto questo non ferma Papa Francesco che ha confermato che si recherà in Egitto dal 28 al 29 aprile e non ha nessuna intenzione di rinunciare al viaggio o rinviare la partenza.

Da Papa a Papa: il cordoglio di Francesco a Sua Santità Tawadros II

“Al mio caro fratello, Sua Santità Papa Tawadros II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana, esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e per i feriti, sono vicino ai familiari e all’intera comunità“. Papa Francesco ha espresso con queste parole i suoi sentimenti verso questo Paese colpito da due sanguinosi attentati alle chiese copte. “Il Signore converta il cuore delle persone che seminano terrore, violenza e morte e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi”, ha aggiunto. Il Pontefice era stato avvisato durante la messa della Domenica delle Palme dell’attentato contro la chiesa copta di San Giorgio a Tanta, città egiziana a nord del Cairo, costato 25 morti e 42 feriti. E al termine del rito ha saputo anche dell’attacco – con altri 11 morti e numerosi feriti – alla chiesa di San Marco ad Alessandria, dove stava celebrando proprio il “papa copto” Tawadros II, a capo di una comunità cristiana con 10 milioni di fedeli, che rappresentano il 10% della popolazione.

Francesco in Egitto per riavvicinarsi all’Imam di al-Azhar

Agli occhi di Francesco, la missione di pace che compirà in Egitto è diventata oggi se possibile più urgente, perchè la sua presenza può rafforzare la svolta di Ahmed Muhammad Ahmed el-Tayeb, il grande Imam di al-Azhar, il cosidetto “Vaticano sunnita”, che dopo 10 anni di chiusura seguita alla controversa ‘lectio magistralis’ di Benedetto XVI a Ratisbona (guarda video del suo intervento) ha imboccato con energia la strada di un dialogo interreligioso che può davvero disarmare il conflitto culturale che alimenta il sedicente “Stato islamico”. Il Grande Imam che accoglierà Francesco, secondo la stampa egiziana, ha condannato duramente e immediatamente l’attentato contro la chiesa copta di Tanta, nel Delta del Nilo, nelle prime ore di domenica parlando di “atto deprecabile e privo di ogni umanità” e al tempo stesso ha espresso la sua vicinanza ai fedeli e alla chiesa copta dell’Egitto.

Un viaggio apostolico annunciato il 18 marzo

L’annuncio del viaggio di Bergoglio era stato dato lo scorso 18 marzo. “Accogliendo l’invito del Presidente della Repubblica, dei Vescovi della Chiesa Cattolica, di Sua Santità Papa Tawadros II e del Grande Imam della Moschea di Al Azhar, Cheikh Ahmed Mohamed el-Tayyib, Sua Santità il Papa Francesco compirà un Viaggio Apostolico nella Repubblica Araba d’Egitto dal 28 al 29 aprile 2017, visitando la città del Cairo”, aveva comunicato il portavoce della Santa Sede, Greg Burke.

Conversando con i giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, aveva sottolineato come importante il fatto che Francesco sia invitato in Egitto da quattro diverse istituzioni: il presidente Abdel Fattah al-Sisi, i vescovi cattolici, il patriarca copto Tawadros II e l’Università di Al-Azhar, considerata il più autorevole punto di riferimento dei musulmani sunniti. Una visita in Egitto era stata compiuta anche da Giovanni Paolo II nel 2000. Il Papa polacco andò in quell’occasione anche sul Sinai.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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