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Le suore bacchettano i grillini

Il contenuto, un mix di pacatezza e pragmatismo dalla prima all’ultima riga, rimanda subito ad una dimensione assai lontana dall’«arena» della politica.
Anche così, nella lettera che la Congregazione Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli ha mandato al gruppo dei Cinque Stelle trapela la preoccupazione per il futuro del Gradenigo, il «trait d’union» tra due mondi separati da distanze abissali. Dai e dai, le suore hanno deciso di dire la loro: tanto più che sono loro a mandare avanti l’ospedale, con tutte le incombenze del caso, sospeso tra il passaggio al Gruppo privato Humanitas e l’opposizione di quanti, in primis i Cinque Stelle, contestano «la decisione di consegnare un pronto soccorso pubblico ad un privato profit». Il dibattito è impantanato in commissione.
Da qui il sollecito delle suore, che partono dagli interventi di ristrutturazione per arrivare al vero nodo della questione: «L’accordo tra la Congregazione e Humanitas prevede che il Gruppo si faccia carico dei 20 milioni di debito dell’ospedale e investa altri 10 milioni in tre anni per lo sviluppo dei servizi e delle tecnologie». Non ultimo: «Implica il mantenimento del posto di lavoro per le oltre 580 persone che lavorano nell’ospedale». Ecco perché, «riteniamo che la politica piemontese si sta prendendo una grave responsabilità nei confronti dei lavoratori del Gradenigo». A ciascuno le proprie responsabilità.
Alessandro Moro

(La Stampa 12 giugno)

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