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Le tappe della inchiesta Ruby ter

Milano – Dieci milioni di euro per corrompere i testimoni, di cui sette, in quattro anni, alla sola Karima el Marough, detta Ruby. E’ questa l’ipotesi del procuratore aggiunto Piero Forno e dei pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio nell’ambito dell’inchiesta ‘Ruby ter’, vicenda per la quale la stessa Ruby e altre 22 persone andranno a processo a partire dall’11 gennaio. L’indagine nasce dalle motivazioni delle sentenze di due processi di primo grado: il processo ‘Ruby’ a carico di Silvio Berlusconi (assolto con sentenza passata in giudicato) e il ‘Ruby bis’ a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti (di cui deve essere ricelebrato l’appello dopo il rinvio della Cassazione).

Foto – Chi sono le olgettine

I FATTI

– 23 gennaio 2014: è il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ad annunciare l’apertura dell’inchiesta ‘Ruby ter’ parlando di “atto dovuto”. La nuova indagine nasce dalla decisione di trasmettere alla Procura gli atti dei processi Ruby e Ruby bis, presa sia dai giudici che avevano condannato Berlusconi a 7 anni di carcere in primo grado sia da quelli che avevano inflitto pene tra i 5 e i 7 anni a Fede, Mora e Minetti. Dalle motivazioni alle due sentenze, spiega Bruti, si ricavano i reati ipotizzati a carico dei 45 indagati, tra i quali corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e rivelazione di segreto. Berlusconi è accusato di avere ‘comprato’ la reticenza dei testimoni nei processi per provare la sua innocenza. Tra gli indagati anche Niccolò Ghedini e Piero Longo, legali dell’ex premier, numerose ‘olgettine’, il cantante Mariano Apicella, la senatrice Maria Rosaria Rossi.

– 17 febbraio 2015: il pm Tiziana Siciliana che assieme al procuratore aggiunto Piero Forno e al pm Luca Gaglio coordina l’inchiesta sente come testimone il ragionier Giuseppe Spinelli, l’uomo a cui venivano delegati tutti i pagamenti delle ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore. Nello stesso giorno, vengono perquisite alcune ‘olgettine’ e l’avvocato Luca Giuliante, ex legale di Ruby.

– 20 febbraio 2015: dagli accertamenti dei pm e dalla deposizione di Spinelli emerge che Minetti continua a ricevere 15mila euro al mese da Berlusconi. Inoltre, l’ex capo del governo avrebbe versato soldi a quasi tutte le 21 ospiti perquisite.

– 2 marzo 2015: i pm firmano una rogatoria verso il Messico per cercare di fare chiarezza su alcune proprietà riconducibili a Ruby e al suo ex compagno Luca Risso, entrambi indagati.

In particolare sono interessati a ‘notizie’ sul ristorante ‘Casa Sofia’ (in foto) con annesso pastificio gestito da Risso.

– 6 marzo 2015: i pm chiedono la proroga delle indagini al gip. Si viene a sapere che agli atti delle indagini ci sono anche le lettere scritte da Berlusconi a ciascuna delle ospiti ad Arcore in cui le informa di non poter piu’ continuare a versare denaro e le ‘liquida’ con 25mila euro una tantum. Dagli accertamenti bancari sulle ragazze emerge che “non risultano fonti di reddito che non siano riconducibili in modo diretto o indiretto a Berlusconi”.

– 18 maggio 2015: convocata dai pm, Ruby si avvale della facolta’ di non rispondere.

– 30 giugno 2015: il procuratore Bruti Liberati annuncia che sono state chiuse le indagini su 34 persone, tra cui Berlusconi. In un comunicato, scrive che c’è stato un “accordo corruttivo” che ha comportato “l’esborso illecito” da parte di Berlusconi di 10 milioni di euro oltre alla corresponsione di utilita’ quali concessione a titolo gratuito di case, pagamento di utenze, spese mediche e altre”. Sette milioni sarebbero stati destinati alla sola Ruby.

– 24 luglio 2015: la Procura chiede l’archiviazione per gli avvocati di Berlusconi, Piero Longo e Niccolo’ Ghedini.

– 6 novembre 2015: il gip archivia la posizione di 13 persone. Oltre a Ghedini e Longo escono dal procedimento l’ex europarlamentare di Fi Licia Ronzulli e l’ex sottosegretario di Fi Valentino Valentini.

– 19 novembre 2015: la Procura chiede il rinvio a giudizio di Berlusconi e altri 30. Altre posizioni vengono stralciate in vista dell’archiviazione.

– 18 marzo 2016: il gup dell’udienza preliminare Laura Marchiondelli chiede ai pm di riscrivere il capo d’imputazione perche’ e’ generico.

– 17 dicembre 2015: archiviata anche la posizione di Giorgia Iafrate, il funzionario della Questura di Milano di turno la notte del 27 maggio 2010 quando Ruby venne portata in Questura.

– 2 maggio 2016: Il giudice ‘spezzetta’ il processo in 7 tribunali, accogliendo le eccezioni di competenza territoriale presentate dalle difese. Le posizioni di alcuni indagati finiscono a Monza, Treviso, Roma, Pescara, Siena e Torino. Restano a Milano 23 imputati tra cui Berlusconi.

-3 ottobre 2016: la posizione di Berlusconi viene stralciata per motivi di salute. Per l”ex premier, che ha subito un delicato intervento al cuore a luglio ed e’ ricoverato a New York, l’udienza procede a dicembre. Dai documenti medici presentati dalla difesa emerge che soffre di flogosi e scompensi pressori. (AGI)

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