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Lecce, prostituzione nel B&B del magistrato

Magistrato e poliziotta indagati a Lecce per favoreggiamento della prostituzione.Giuseppe Caracciolo e la sua compagna poliziotta indagati per favoreggiamento. Appartamento affittato in nero a giovani rumene.
01 Luglio 2016

Magistrato e poliziotta indagati a Lecce per favoreggiamento della prostituzione.

Magistrato e poliziotta indagati per favoreggiamento della prostituzione. Succede a Lecce, dove la coppia è accusata di aver affittato in nero un Bed & Breakfast trasformato in casa d’appuntamento.
Il magistrato è Giuseppe Caracciolo, in servizio a Roma presso la Corte di Cassazione, mentre la poliziotta (in aspettativa) è la sua compagna.
IN PIENO CENTRO CITTÀ. La polizia ha sequestrato l’appartamento, che si trova nel centro di Lecce, in zona piazza Mazzini. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il magistrato avrebbe concesso in locazione l’immobile di sua proprietà a giovani donne rumene, perché queste vi esercitassero la prostituzione, esigendo un canone di locazione superiore a quello di mercato, del quale richiedeva l’immediato pagamento in contanti, senza rilascio di alcuna ricevuta e senza le prescritte comunicazioni all’autorità di pubblica sicurezza relative all’identità degli alloggiati.
LE LAMENTELE DEI CONDOMINI. L’appartamento era formalmente adibito a casa vacanze ed era pubblicizzato su numerosi siti internet, anche se all’esterno non vi era alcuna insegna. Gli inquilini del palazzo e gli abitanti della zona si sono accorti di quello che avveniva e hanno segnalato alla Questura la presenza di un via-vai sospetto di uomini, che dopo aver sostato davanti alla palazzina e aver fatto alcune telefonate con il cellulare, entravano nell’appartamento al primo piano e ne uscivano dopo qualche tempo.
I POLIZIOTTI SI SONO FINTI CLIENTI. I poliziotti si sono appostati e hanno avuto conferma da alcuni clienti che nell’abitazione c’era una casa d’appuntamento, con ragazze contattate su un sito internet che effettuavano prestazioni sessuali a pagamento. Fingendosi clienti, alcuni agenti si sono allora introdotti nel B&B e hanno scoperto che all’interno c’erano tre donne che si stavano prostituendo. L’appartamento è risultato inoltre collegato, attraverso una porta interna, all’abitazione che il magistrato occupava insieme alla compagna. Entrambi erano soliti accedere liberamente in quello confinante, per poter stendere i panni sul terrazzo comune.
PER CIASCUNA STANZA TARIFFA DI 350 EURO. Per una sola stanza, ciascuna prostituta pagava in contanti al proprietario dell’appartamento 300 o 350 euro. La stanza, inoltre, veniva spesso data in affitto contemporaneamente a più di una persona. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il magistrato e la sua compagna sarebbero stati perfettamente consapevoli dell’intera situazione. Caracciolo aveva anche installato una telecamera all’ingresso, che si è rivelata determinante ai fini delle indagini.
LE TESTIMONIANZE DELLE PROSTITUTE. Gli inquilini dello stabile hanno riferito di aver ripetutamente notato il magistrato accompagnare le ragazze in ascensore e fino all’appartamento, portando loro le valigie. Le ragazze che si prostituivano, da parte loro, hanno raccontato che l’indagato solo qualche giorno prima era andato nell’appartamento per consegnare loro i prodotti per fare le pulizie, annunciando che nei giorni successivi avrebbero dovuto condividere le stanze già occupate con altre ragazze. Una delle prostitute, in particolare, ha detto di essersi lamentata per l’esosità dell’affito. Caracciolo avrebbe risposto che «non avrebbe avuto problemi a pagare una tale cifra». il che, secondo l’accusa, sottintende la piena consapevolezza da parte del magistrato dell’attività di prostituzione.

http://www.lettera43.it/cronaca/lecce-prostituzione-nel-bb-del-magistrato_43675251952.htm

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