TwitterFacebookGoogle+

Lega: torna Pontida, affondo Salvini su Papa e la ruspa per Renzi

(AGI) – Pontida (Bergamo), 21 giu. – La Lega Nord torna a Pontida. Dopo lo sbarco a Roma, con la manifestazione in piazza del Popolo, e le aperture al Sud, il Carroccio ritorna sul ‘sacro prato’ della Bergamasca dove, nel 1167, avvenne il giuramento che diede vita alla Lega lombarda, luogo eletto a simbolo delle istanze autonomiste e secessioniste del Movimento che fu di Umberto Bossi. “La Lega non cambia”, scandisce Matteo Salvini, alla sua seconda Pontida da segretario. Da Bossi a Roberto Calderoli, tutti a rassicurare i militanti che sventolano le bandiere con la Croce di San Giorgio e il Leone di San Marco: non diventeremo un partito nazionale, assicurano. Ma, nel frattempo, la Lega e’ gia’ cambiata, perche’ nell’affollato ‘pratone’ sventola anche qualche bandiera pugliese e abruzzese o di ‘Noi con Salvini’, il movimento con cui il partito si presenta nelle Regioni del Centro-Sud. E la parola ‘Padania’ scompare dai discorsi dei leader (tranne che per il senatur che si ostina al suo vecchio ‘ruggito’, “Padania” attendendo che i militanti rispondano, stavolta a fatica, pero’, con il grido “Libera”). Salvini, inoltre, infrange un tabu’ e chiude il suo intervento esortando i sostenitori a “liberare l’Italia e le Italie”. Per il resto, poco cambia a Pontida: soliti striscioni ‘Secessione, Italia merda’, soliti gazebo con panini alla salamella, e militanti dai look estrosi con pochette, foulard o t-shirt verde d’orinanza. Molti indossano la t-shirt uguale a Salvini, quella con la scritta ‘Ruspe in azione’ realizzata dai Giovani padani dopo che il leader del Carroccio fece scandalo evocando le ruspe per radere al suolo i campi Rom (Salvini l’ha messa anche alla figlioletta Mirta, due anni e mezzo, rimasta per tutto il tempo nel retro del palco insieme alla madre, Giulia Martinelli). Alla sua seconda Pontida, il capo ‘nazional-padano’ crede fermamente nella capacita’ della sua Lega di diventare forza di governo e la ruspa – che troneggia di fianco al palco – la evoca contro Matteo Renzi. “La ruspa fa giustizia di tanti errori: la ruspa la uso per Renzi, non per qualcun altro”, assicura, e’ un “simbolo di lavoro” non e’ roba da intellettuali e forse e’ per questo che Laura Boldrini ha problemi e la critica. Nel corso di un intervento lievemente piu’ moderato del solito – scevro da parolacce e ‘vaffa’ – Salvini non si risparmia una dura stoccata al Papa. “Mi fa piacere” che, nel corso della sua visita in Piemonte, “abbia trovato il tempo di incontrare dei rom: sono sicuro che avra’ incontrato anche torinesi sfrattati ed esodati”, dice provocatoriamente. “Non mi permetterei di attaccare mai il Papa”, prosegue, autodefinendosi “ultimo dei buoni cristiani”, ma, “rispetto chiama rispetto: e’ giusto che il Pontefice chiami aiuto per tutto il mondo, ma altrettanto giusto che chi e’ pagato dai cittadini italiani pensi prima ai cittadini italiani. Uomo si’ ma fesso no, cristiano si’ ma autolesionista no”. Bambini e mamme chiamati intorno al palco insieme a lui, Salvini insiste piu’ volte sul messaggio-esempio di “normalita’” che vuole dare con la sua Lega. “Qui non c’e’ rabbia, ne’ rancore: siamo qui per costruire la speranza e il futuro dei nostri figli. La paura la lasciamo a Renzi e alle sue damigelle” sostiene. “La scelta della Lega e’ una scelta di normalita’ – sottolinea, citando anche San Francesco -. Noi non proponiamo cose irrealizzabili e non compriamo i voti con 80 euro”. E poi elenca tutti i punti del programma leghista, costruito in questi mesi: la lotta contro l’Europa (“Unione sovietica criminale, che vuole ammazzare le nostre identita’ e le diversita’”), la battaglia contro le sanzioni alla Russia, la proposta di flat tax al 15%, ma anche gli asili nido gratuiti fino a due anni, come in Francia, e il servizio civile obbligatorio per i giovani. Netta la posizione sui diritti civili: nessuna contrarieta’ al riconoscimento di alcuni diritti, ma il “matrimonio si fa tra un uomo e una donna e i bimbi vengono adottati dalla mamma e dal papa’”. “E se dalle parti del Pd si dice che questo e’ un concetto medievale io dico ‘Viva il Medioevo’ piuttosto che la barbarie che qualcuno a Bruxelles ci vuole imporre”. Poco prima di Salvini dal palco prende parola Bossi. Un’occasione, per il senatur – tra baci e abbracci con Salvini sul palco – per replicare alla stoccata lanciatagli dal suo successore ieri (A chi gli chiedeva quale differenza vede tra la sua Lega e quella di Bossi, Salvini aveva risposto: “I voti, che in politica contano”). “La Lega non ha bisogno di allearsi”, scandisce il fondatore del Carroccio. Un’eventuale alleanza e’ possibile solo con chi “e’ ragionevole” e “con chi capisce che il Nord non puo’ essere schiavo dello Stato italiano, che non e’ mai uscito dallo Stato fascista”. “I voti non sono niente, anche in democrazia, se non sono finalizzati a cambiare il Paese. Per fare alleanze con noi ci vogliono i voti, non chiediamo voti per i voti ma per fare le riforme. Spero che la Lega sia ancora cosi'”. Si vedra’, nel frattempo Salvini non si dice disposto ad alleanze a tutti i costi, ribadisce il suo ‘niet’ ad Angelino Alfano e pretende l’avvio di un confronto sui programmi. Nei ringraziamenti cita anche giornalisti e intellettuali che, pur non votando Lega, stanno dando una mano al Movimento, tra cui Massimo Fini, Vittorio Feltri, Pietrangelo Buttafuoco, Alberto Bagnai, e Luca Ricolfi. In attesa di organizzare una ‘Pontida del Sud’: “Ci stiamo lavorando. Ci sono gia’ proposte di localita’ pronte ad accoglierci”. .
Vai sul sito di AGI.it



Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.