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Leggere in silenzio è qualcosa che abbiamo imparato in tempi molto recenti

Siamo abituati a pensare che la lettura sia da sempre qualcosa che avviene in silenzio, tranne in occasioni particolari, o nelle funzioni religiose. Beh non è così. La lettura silenziosa è qualcosa di relativamente molto recente, duecento anni al massimo. Prima si leggeva ad alta voce. Sempre. In 5mila anni di scrittura la lettura è sempre stata così.

Un lungo articolo di Quartz ripercorre un dibattito acceso e tutt’ora aperto sull’origine della lettura in silenzio. Gli antichi greci leggevano i loro testi ad alta voce. E così fecero i monaci del Medioevo. Ma nel XVII secolo la lettura nella società europea cambia drasticamente. L’invenzione della stampa a caratteri mobili e poi la diffusione del libro come oggetto di massa, insieme alla diffusione della scrittura non più solo in latino ma anche nelle lingue nazionali e in volgare, hanno contribuito a inaugurare la pratica che teniamo ancora oggi: leggere le parole senza dirle ad alta voce, lasciando che costruiscano in silenzio un mondo nelle nostre teste.

“Tra gli studiosi vi è un dibattito molto acceso, a tratti feroce, su quando la società europea passò dalla lettura ad alta voce a quella in silenzio” scrive il magazine. “Alcuni dicono che la lettura silenziosa era già praticata in Grecia, altri lo negano e la fanno risalire a molto prima. O a molto dopo”. Ma tutti concordano su un certo momento storico di drastico cambiamento dei costumi. E sociale.

Nel 1700, lo storico Robert Darnton scriveva: “Per la gente comune della prima Europa moderna, leggere era un’attività sociale. Si svolgeva in laboratori, ma anche taverne. E non era un momento necessariamente edificante”. Un secolo e mezzo dopo Marcel Proust (1872-1922) racconta di un mondo in cui la lettura oramai si consuma in solitudine, in silenzio, il narratore legge da solo nel suo letto, ed era la norma soprattutto per le persone benestanti e istruite che potevano permettersi libri. È la testimonianza definitiva di un cambiamento epocale. E per alcuni commentatori l’inizio della ‘vita interiore’ dell’uomo moderno. In mezzo è cambiato qualcosa, in maniera radicale e diffusa in Europa. 

Con la lettura silenziosa, il lettore riuscì finalmente a stabilire una relazione senza restrizioni con il libro e le parole. Le parole non occupavano più il tempo necessario a pronunciarle, ma diventavano qualcosa che si componeva e spariva nello spazio interno. Consentendo tra la l’altro la lettura simultanea di diverse fonti, spiegano alcuni ricercatori.

Non a tutti piacque questo cambiamento nella lettura. Gli scettici pensavano che la lettura silenziosa  fosse per pigri. E peggio: consentiva alle persone di imparare e riflettere senza guida religiosa, cosa piuttosto scabrosa nel Settecento, ma anche nell’Ottocento. La lettura silenziosa del tardo XIX divenne così popolare che molti uomini si preoccupava che le donne, leggendo da sole a letto, fossero inclini a pensieri peccaminosi, osé.

Non c’è molto consenso tra gli storici sul perché la gente abbia iniziato a leggere in silenzio. I resoconti storici più diffusi ci dicono che la fine della lettura orale cominci verso la fine Medioevo  e già un fatto abbastanza diffuso nel Rinascimento. Ma può darsi pure, come sostengono alcuni, che ci sia sempre stata la necessità di leggere in silenzio. Magari più nascosta, meno comune, ma comunque sempre parte di un umanità che aveva solo bisogno di un piccolo aiuto per arrivarci.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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