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L’enigma dell’antenato arcaico ritrovato in Cina

Due crani parziali di Homo rinvenuti in Cina e risalenti a 100.000 anni fa circa mostrano una singolare miscela di tratti. Solo nuove scoperte diranno se si tratta di un nuovo membro del nostro genere, di una variante orientale dei Neanderthal mescolatasi a umani moderni oppure dei resti dello sfuggente uomo di Denisova(red)

C’è fermento fra i paleoantropologi: nel sito di Lingjing nella provincia di Henan, in Cina, sono stati rinvenuti due crani fossili di Homo risalenti a un periodo compreso fra 105.000 e 125.000 anni fa che i ricercatori faticano a classificare. Gli autori della scoperta, che firmano un articolo su “Science”, lo indicano come una forma di Homo “arcaico”, che potrebbe essere una variante orientale dei Neanderthal oppure un nuovo membro del nostro genere o ancora lo sfuggente uomo di Denisova.

I crani sono solo parziali – mancano parte della regione facciale e le mascelle – ma il volume cranico è di circa 1800 centimetri cubi, vicino al limite superiore sia dei Neanderthal sia dell’essere umano moderno, e la parte occipitale mostra caratteristiche tipiche dei Neanderthal, così come le arcate sopracciliari prominenti e le ossa dell’orecchio interno.

Tuttavia, differiscono da quelli dei Neandethal europei e mediorientali per altri aspetti: le arcate sopracciliari sono più sottili e le ossa meno robuste, più simili a quelle dei primi esseri umani moderni e di altri fossili asiatici.

I crani hanno poi dei tratti – come l’ampia base in corrispondenza della congiunzione con la colonna vertebrale e una sommità piuttosto piatta – che li avvicinano ad alcuni fossili rinvenuti in Asia orientale, risalenti a un periodo compreso fra 600.000 e 100.000 anni fa, che sfidano anch’essi una facile classificazione.

Secondo Xiu-Jie Wu, coautrice dello studio, è plausibile che si tratti di “un nuovo tipo di umano arcaico che è sopravvissuto in Asia orientale fino a 100.000 anni fa”, i cui membri si sono mescolati sia con i Neanderthal sia con umani moderni.

Altri paleoantropologi ritengono invece che la descrizione si adatti bene all’uomo di Denisova, del quale sono stati finora trivati solo pochissimi frammenti fossili, che però sono sufficientemente ben conservati da permettere un’analisi del DNA, sia pure parziale.

“La descrizione corrisponde esattamente a quello che ci dice il DNA quando cerchiamo di dare un senso alle scoperte di Denisova”, ha osservato Jean-Jacques Hublin, paleoantropologo al Max Planck Institut per l’antropologia evolutiva di Lipsia, in Germania, che non ha preso parte allo studio. “Questi fossili cinesi sono nel posto giusto, al momento giusto e con le giuste caratteristiche.”

Purtroppo, nonostante gli sforzi dei ricercatori, non è stato possibile estrarre dai crani dei campioni di DNA analizzabili che confermino o smentiscano questa ipotesi. Così, si è subito aperta la caccia a nuovi fossili di questo “Homo arcaico”.

http://www.lescienze.it/news/2017/03/03/news/crani_homo_arcaico_tratti_misti_neanderthal_denisova_umano_moderno-3445274/

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