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Lenta tortura per Fabrizio Corona

Marco Travaglio, riguardo al carcere 41bis in cui si trova Fabrizio Corona, ha scritto: “Una grazia almeno parziale, che rimuova il macigno dei 5 anni ostativi, sarebbe il minimo di umanità per ridare speranza a un ragazzo che ne ha combinate di tutti i colori, ma senza mai far male a nessuno. Se non a se stesso”. Secondo Travaglio non è umano far “marcire Frabrizio Corona in galera insieme ai bos mafiosi del 41 bis”.

In realtà, poiché il carcere duro è una sorta di lenta tortura, non sarebbe umano tenervi dentro neppure il peggiore dei delinquenti. L’articolo 27 della Costituzione al terzo comma, fissa il principio di umanizzazione della pena: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. E la Consulta, nella sentenza 104 del 1982 precisa: “Occorre tendere alla rieducazione del condannato, al qual proposito non si può fare a meno di prendere in considerazione la personalità del singolo, tanto che l’ordinamento penitenziario (…) vuole che sia dato largo spazio al trattamento individualizzato proprio per agevolare la rieducazione dei condannati”. Ora, come si può pensare di “rieducare” un detenuto torturandolo lentamente? Tra l’altro, c’è assoluta sproporzione tra la pena inflitta a Fabrizio Corona, e il male da lui effettivamente causato alle persone.

Attilio Doni

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