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Leonardo Salvator Mundi comprato principe saudita

E’ un principe saudita, poco conosciuto nel mondo dei grandi collezionisti d’arte, il misterioso acquirente del ‘Salvator Mundi‘, l’ultima opera di Leonardo da Vinci in mani private comprata all’asta da Christie’s il mese scorso per la cifra record di 450,3 milioni di dollari. Lo rivela il New York Times, precisando che si tratta del principe Bader bin Abdullah Mohammed bin Farhan al-Saud, “amico”, scrive, del nuovo erede al trono 32enne dell’Arabia Saudita, Mohammed Bin Salman, autore delle “purghe” anti-corruzione. 

Sessant’anni fa Sotheby’s aveva battuto il Salvator Mundi per 45 dollari, ignorandone il vero autore. Quando fu riconosciuto come l’unico quadro di Leonardo da Vinci ancora in mani private, Christie’s prevedeva di ricavarne 75 milioni di sterline, ovvero circa 100 milioni di dollari. Il ‘Salvator Mundi’, dipinto intorno all’inizio del ‘500 dal genio del Rinascimento, è andato all’asta sei anni dopo l’attribuzione e la clamorosa esposizione alla National Gallery, ultimo capitolo della storia rocambolesca e secolare del dipinto. 

Dalle corti reali alla svendita di Sotheby’s

Commissionato dal re di Francia Luigi XII, il ‘Salvator Mundi’ figurò all’inizio del diciassettesimo secolo nella straordinaria collezione privata di Carlo I d’Inghilterra. Il dipinto sopravvisse allo smembramento della raccolta avvenuta dopo la decapitazione del sovrano, nel 1649, e fu ereditato dal figlio, Carlo II. Non è noto come il quadro finisca, il secolo successivo, nella galleria privata dei duchi di Buckingham, che lo venderanno all’asta nel 1763 insieme a tutte le altre opere conservate nel Buckingham Palace, appena ceduto alla famiglia reale.

Del ‘Salvator Mundi’ non si seppe più nulla fino al 1900, quando – spiega il sito della casa d’aste – fu acquistato da Sir Charles Robinson per la Cook Collection. Il volto e i capelli del Cristo erano stati nel frattempo ridipinti e l’autore fu identificato in Bernardino Luini, un allievo di Leonardo.

La Cook Collection venne poi dispersa e il capolavoro, scambiato per una crosta qualsiasi, riapparve nel 1958 a un’asta di Sotheby’s, dove viene aggiudicato per 45 dollari per poi scomparire di nuovo fino al 2005, quando viene rilevato da un consorzio di uomini d’affari statunitensi.

Anche in questo caso l’autore viene ritenuto un allievo di Leonardo, non il Luini ma Giovanni Antonio Boltraffio.Questa volta, però, viene sollevato il dubbio che l’autore potesse essere il maestro stesso. Gli specialisti si mettono al lavoro. Dopo sei anni di complesse ricerche, il ‘Salvator Mundi’ viene autenticato quale opera di Leonardo e nel 2011 diventa la sorpresa che fa entrare nella storia la mostra della National Gallery dedicata al da Vinci.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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