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Leopolda cerca lo spirito delle origini

Firenze – Una lavagna, due banchi di scuola, libri polverosi e consunti. E, a volare alto, uno stormo di aquiloni colorati. E’ la scenografia scelta per la settima edizione della Leopolda, dal titolo “E adesso il futuro”.

Leopolda al via, “E adesso il futuro”

Una Leopolda “pancia a terra” per dirla con Matteo Richetti, deputato del Partito democratico a cui è stato conferito l’onere e l’onore di aprire la kermesse renziana per eccellenza. Un ritorno, il suo, che insieme ad altri piccoli ‘indizi’ fanno capire che, anche se al governo, si vuole tornare allo spirito corsaro delle origini. Tornano i tavoli tematici e sparisce il question time con i ministri.

Il filo conduttore sembra quasi essere la frase che il segretario del Pd e presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ama ripetere e che fu uno degli slogan della prima Leopolda: “Al passato grazie, al futuro SI'”. Ecco, allora, i libri e le citazioni di personaggi celebri del passato, affisse su grandi pannelli alle pareti della storica stazione: “Sembra sempre impossibile finche’ non viene fatto”, firmato Nelson Mandela.

O “non ci può essere progresso se le persone non hanno fiducia nel domani”, John Fitzgerald Kennedy. “Sarà una edizione che guarderà alla prossimità delle persone, alle cose che stanno accedendo nel Paese”, ha aggiunto Richetti. Ecco, allora, l’amatriciana solidale in favore delle popolazioni colpite dal terremoto, evento della serata di apertura. (AGI) 

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