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Leopolda, il giorno di Matteo Renzi. Parlerà di Referendum e Italicum

Firenze – E’ il giorno di Matteo Renzi alla Leopolda. La settima edizione della manifestazione voluta dal premier nella ex stazione fiorentina vedrà oggi il suo momento culminante proprio col suo intervento in cui farà un discorso ‘spartiacque’: sarà il gong per il rush finale verso il referendum, un appuntamento in cui ci si gioca tutto. Di certo Renzi, ma a suo avviso l’Italia intera. “Siamo a un bivio – dirà il premier – o si fanno le riforme o ci si ferma”. Poi da lunedì di nuovo in giro per l’Italia. Di certo parlerà anche dell’accordo, contestatissimo dai bersaniani, raggiunto ieri tra Lorenzo Guerini e Gianni Cuperlo sulla riforma dell’Italicum. Un accordo che, nell’idea di Renzi, toglie “ogni alibi” alla sinistra di Bersani che però voterà comunque No al referendum. E che di fatto spacca la minoranza Pd. “Un grazie a Gianni Cuperlo”, ha detto ieri nel suo intervento Deborah Serracchiani, applaudita dalla platea.

“E adesso il futuro”

Ieri sera Renzi si è mostrato soddisfatto della seconda giornata della kermesse. Rispetto alle ultime due Leopolde ‘di governo’, questa gli è parsa meno ingessata, più rivolta ad ascoltare il paese reale, con i ministri a prendersi un caffè con i semplici cittadini. La speranza di tutti è che oggi protagonista della Leopolda 2016 sia esclusivente la politica, dopo che ieri i manifestanti si sono scontrati con le Forze dell’ordine, rilanciando immagini di gas lacrimogeni, bombe carta, cariche di alleggerimento, feriti. “Vogliamo rappresentare chi alla Leopolda non sale sul palco” hanno detto i manifestanti antagonisti, che hanno cercato di forzare il blocco delle forze dell’ordine per raggiungere la Leopolda. Ma l’assalto è stato bloccato e in serata la manifestazione si è sciolta. Durissimo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che dal palco della kermesse Pd ha tuonato contro chi ha usato la violenza per esprimere la sua protesta: “E’ inaccettabile, è ignobile”. “Alcuni agenti di polizia sono stati feriti, ci sono stati gesti di violenza e minacce. 

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