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L'eroe sopravvissuto al terremoto del Sichuan è un maiale

Un maiale sopravvissuto per oltre un mese sotto le macerie provocate dal terremoto di magnitudo 7,9 che colpì la provincia sud-occidentale del Sichuan il 12 maggio 2008, è diventato un simbolo della ricostruzione e allo stesso tempo di quanto sensibile sia ancora l’argomento in Cina.

Il suino, scrive l’agenzia France Press, si era salvato dal terremoto che aveva colpito l’area di Wenchuan provocando tra i settantamila e i novantamila morti, mangiando da un sacco di carbone vegetale e bevendo per 36 giorni acqua piovana.

Zhu Jianqiang, questo il nome dell’animale, traducibile come “maiale forte”, vive oggi in un recinto nei pressi di un museo dove riceve molte visite ogni giorno, ma per i giornalisti che hanno voluto avvicinarsi la situazione si è complicata: sono stati presi in consegna da agenti in borghese. 

Alcuni aspetti del terremoto del 2008, una delle più grandi tragedie della storia recente della Cina, sono ancora considerati sensibili dalle autorità. I media statali, che hanno parlato della ricorrenza in questi giorni, si sono focalizzati sugli aspetti positivi della ricostruzione, come una galleria fotografica di Wenchuan, pubblicata dall’agenzia Xinhua.

Il tabloid Global Times ha invece dedicato un lungo articolo al museo dedicato al terremoto sempre nella contea del Sichuan colpita dal sisma, ma la ricorrenza è stata accompagnata anche da alcune polemiche. Le scelta delle autorità locali di nominare il 12 maggio “giorno del ringraziamento” non è stata accolta con piacere da molti utenti di internet: sui social network cinesi hanno criticato la scelta proponendo altri termini come “memorial day” o “giorno delle vittime del terremoto”, spingendosi fino a “giorno della vergogna”, in aperta polemica con la decisione ufficiale.

I palazzi di tofu

Il riferimento implicito va agli “edifici di tofu”, dal nome del popolare alimento dalla soffice consistenza, costruiti senza osservare le norme anti-sismiche e che non hanno lasciato scampo a migliaia di persone sin dalle prime scosse. Tra questi c’erano anche diverse scuole. Oltre ottomila famiglie, secondo dati ufficiali cinesi, hanno perso sotto le macerie il loro unico figlio, come previsto dalla legge voluta dall’ex leader cinese Deng Xiaoping per la pianificazione familiare, ancora in vigore nel 2008.

Per David Bandurski, co-direttore del sito web di analisi dei media cinesi China Media Project, che ha parlato al New York Times, la narrazione ufficiale del terremoto a distanza di dieci anni fatta dai media statali ha lo scopo di “gettare una nuova luce sulla tragedia” e di prevenire critiche sui “fallimenti politici e istituzionali” nella gestione di una tragedia acuita, per molti, dalla mano dell’uomo.

La tragedia del terremoto del 2008 è andata incontro a diverse polemiche nel corso degli anni, e in alcuni casi anche ad arresti: l’Associated Press ricorda oggi la vicenda legata all’attivista Huang Qi, 55 anni, che ha passato tre anni in prigione per avere postato on line poche settimane dopo il sisma articoli critici nei confronti del governo e per avere rivelato ai media stranieri le critiche al governo delle famiglie delle vittime, soprattutto di quelle che hanno perso i loro figli sotto le macerie di edifici costruiti sull’onda della speculazione edilizia.

Nel 2016, Huang è stato nuovamente incarcerato per diffusione di segreti di Stato, ed è ancora in attesa di processo. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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