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L'Europarlamento fa la prima mossa sull'olio di palma 

Una risposta alla polemica che da mesi si è scatenata sull’olio di palma arriva dall’Europa. Il Parlamento europeo ha approvato con 640 voti favorevoli, 18 contrari e 28 astensioni una risoluzione che chiede alla Commissione europea:

  • Di introdurre un sistema di certificazione unico per il mercato Ue
  • Di eliminarne gradualmente l’utilizzo nelle miscele di biocarburanti (i parlamentari hanno fatto notare che il 46% dell’olio di palma importato dall’UE è utilizzato per produrre biocarburanti che richiedono l’uso di circa un milione di ettari di suolo tropicale).

L’obiettivo è contrastare l’impatto non sostenibile della produzione dell’olio di palma che porta alla deforestazione e al degrado dell’habitat, in particolare nel sud-est asiatico.

Cosa si intende per sistema di certificazione unico

Un sistema unico di certificazione garantirebbe l’entrata sul meracto europeo del solo olio di palma sostenibile. Criteri di sostenibilità dovrebbero esserci prima di tutto per i prodotti che lo contengono e che entrano nel mercato europeo. Per questo l’obiettivo della Commissione dovrebbe essere quello di migliorare la tracciabilità dell’olio di palma importato nell’unione europea e considerare l’applicazione di differenti dazi che riflettano accuratamente i costi reali, almeno finché non verrà applicato lo schema unico di certificazione.

Inoltre, gran parte della produzione globale di olio di palma viola i diritti fondamentali dell’uomo e gli adeguati standard sociali. Il lavoro minorile è frequentemente utilizzato e sono presenti diversi conflitti per l’uso della terra tra comunità locali, autoctone e i possessori delle concessioni legate all’olio di palma.

Cosa chiedono i parlamentari europei

“Vogliamo un dibattito aperto per avere una produzione di olio di palma sostenibile, senza abbattere foreste e con condizioni dignitose per quanto riguarda i diritti umani”, ha dichiarato la relatrice Katerina Konecna. “Questa è la prima relazione del Parlamento europeo su questo tema e spetta alla Commissione come sostenerla. Non possiamo ignorare il problema della deforestazione, che minaccia l’accordo globale COP21 sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

L’intervento di Elisabetta Gardini (FI) 

 

 

L’intervento di Eleonora Evi (M5S)

 

 
 

 

Tutto quello che c’è da sapere sull’olio di palma

L’olio di palma è il più utilizzato al mondo tra quelli vegetali. Sul mercato globale pesa per il 35%, seguito da quello di soia (27%), colza (14%), girasole (8%), arachide, cotone e cocco (6%). Un discorso a parte va fatto per l’olio di oliva che per qualità supera tutti gli altri olii, ma rappresenta solo l’1% del mercato. L’Europa è seconda per importazioni e terza per i consumi, preceduta solo da Indonesia e India.

  • Quanto olio di palma c’è in Italia

L’Italia importa circa 1.600.000 tonnellate di olio di palma che equivalgono al 2,4% della produzione mondiale. Secondo i dati Istat, nel 2015, solo 386mila (21%) sono state utilizzate per uso alimentare: un dato che non è cambiato di molto rispetto a 10 anni fa, quando le tonnellate erano 325mila. Il 71% dell’olio importato viene invece utilizzato nel campo bioenergetico, zootecnico, oleochimica, farmaceutico e cosmetico.

  • Dove viene prodotto 

L’86% della produzione mondiale dell’olio di palma avviene in Indonesia e Malesia. La palma da olio cresce bene e si sviluppa nelle zone equatoriali. Il restante 14% viene prodotto principalmente in Thailandia, Nigeria e Colombia.

 

  • Dalla raccolta alla raffinazione 

L’olio di palma è l’unico, insieme a quello di oliva, ad essere estratto mediante la spremitura dei frutti che si presentano come piccole prugne e si chiamano drupe. Ognuna di esse contiene circa il 30-35% di olio. Da una palma è possibile ricavare ogni anno circa 40 chili di olio.

Dopo la raccolta, i frutti vengono sterilizzati con il vapore, poi denocciolati, pressati e infine filtrati. L’olio che si ricava dalla spremitura è grezzo e con un caratteristico colore rosso scuro, dovuto all’elevata quantità di beta-carotene.Durante la fase di raffinazione molte caratteristiche del prodotto vengono migliorate, tra cui il colore che diventa giallo chiaro.

L’olio di palma si presta ad assumere varie forme: solido, pastoso, liquido. Della pianta di palma viene sfruttato non solo il frutto ma anche il seme, dal quale si estrae l’olio di palmisto, usato principalmente in ambito alimentare per glasse e decorazioni dei prodotti dolciari.

  • Dove e perché si usa 

La versatilità è una delle caratteristiche principali di quetso olio e per questo il suo uso è così diffuso. Resiste al calore, ha sapore e fragranza neutri. Non si ossida e permette di evitare i conservanti. Per le proprietà fisiche (durezza, consistenza e plasticità), può conferire agli alimenti una consistenza notevole (cremosa o croccante a seconda dei casi). Tali proprietà favoriscono l’utilizzo in molti cibi lavorati dall’industria alimentare, come biscotti, merendine e creme di cioccolato.Contiene il 49% di grassi saturi e il 51% di insaturi, ecco perché è consigliato un consumo giornaliero moderato.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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