TwitterFacebookGoogle+

L'Europarlamento è spaccato sulla riforma della legge sul copyright. Le posizioni dei partiti

Cresce l’incertezza sul probabile voto di giovedì all’Europarlamento sulla nuova direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale. E mentre le forze politiche sono divise anche al loro interno, aumentano le voci critiche su due articoli del provvedimento che secondo alcuni metterebbero a rischio la libertà di internet. Wikipedia​ ha preso la decisione senza precedenti di oscurare il suo sito internet in Italia, perché se approvato così com’è il testo dell’Europarlamento “limiterà significativamente la libertà di Internet”.

È “una campagna di fake news organizzata dalle grandi piattaforme”, ha risposto il relatore del provvedimento, il popolare tedesco Axel Voss, sottolineando che le nuove regole andrebbero a colpire solo chi “pubblica contenuti protetti da copyright facendo soldi con i clic senza dare il minimo contributo”. Fonti dell’Europarlamento fanno presente che la proposta dello stesso Parlamento europeo esclude l’applicazione delle nuove norme a enciclopedie online a fini non commerciali, come Wikipedia o piattaforme open source, come GitHub. 

I gruppi divisi al loro interno

Intanto, all’interno dei gruppi politici all’Europarlamento, le stesse delegazioni nazionali si stanno spaccando. La decisione di votare giovedì deve ancora essere formalizzata, ma sembra ormai scontato che si arriverà al numero di 76 deputati necessario per rimettere la questione alla plenaria. I Socialisti & Democratici non sono ancora riusciti a trovare una posizione comune. L’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa è spaccata. Lo stesso Pd si divide tra un fronte che vuole preservare la libertà totale di internet e votare contro il mandato negoziale, e un gruppo di deputati che invece sostiene la necessità di proteggere e remunerare gli autori, i giornalisti e i produttori di contenuti.

Per il garante è a rischio la “completezza dell’informazione”

In un’intervista all’AGI, il garante europeo per la privacy Giovanni Buttarelli denuncia un rischio per la “completezza dell’informazione”. Secondo Buttarelli, “i diritti di proprietà intellettuali andrebbero tutelati”, ma “lo sviluppo delle tecnologie rende questa tutela estremamente difficile”.

I punti contestati

Dal punto di vista procedurale, per far votare la plenaria e spingerla a modificare il testo, almeno un decimo dei membri dell’Europarlamento (76 deputati) deve dichiarare la sua opposizione alla posizione adottata dalla commissione giuridica entro la mezzanotte. Altrimenti, l’Europarlamento negozierà con il Consiglio (l’istituzione che rappresenta i governi) sulla base del testo attuale. Sono due le disposizioni della direttiva sui diritti d’autore nel mercato interno digitale a essere contestate. L’articolo 11, approvato con un solo voto di scarto dalla commissione giuridica, introduce una sorta di “tassa sui link” alle notizie, in base al quale gli editori possono esigere il pagamento di diritti dalle piattaforme online e dagli aggregatori che condividono una notizia pubblicata. L’articolo 13, invece, potrebbe portare a forme di censura preventiva, perché rende le piattaforme responsabili per eventuali violazioni del diritto d’autore dei contenuti che ospitano. Europarlamento e Commissione europea ritengono che le proteste di Wikipedia siano pretestuose.

Libertà di stampa contro libertà di internet?

La proposta adottata dalla commissione giuridica del Parlamento esclude l’applicazione delle nuove norme a enciclopedie online a fini non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme open source, come GitHub. Il testo che è stato riportato si riferisce a un considerando e i considerando non hanno lo stesso valore” di un articolo, ha risposto la deputata del Movimento 5 Stelle, Isabella Adinolfi, sottolineando che la battaglia è “perche’ internet sia libera, indipendentemente da che se si tratti soltanto da Wikipedia oppure no. La cosa importante è che non ci siano filtri di privati”. Il relatore Voss, invece, ha spiegato che la nuova normativa avrebbe un impatto solo sul “5% dell’internet globale”. Inoltre, è “inaccettabile” che il sistema dei media stia diventando “dipendente dalle piattaforme”. Libertà di stampa contro libertà di internet? Il dilemma potrebbe giocarsi su una manciata di voti nella plenaria di Strasburgo giovedì.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.