TwitterFacebookGoogle+

L’evasione in Italia è anche santa: il Vaticano deve a Roma 19 milioni di euro, e in vista del Giubileo la situazione peggiora

Evasione fiscale del Vaticano19,1 milioni sono stati evasi da congregazioni religiose a Roma, che rimettendosi al Vaticano eludono senza problemi IMU, TARI e TASI: tanto pagano i romani.

Dai tempi dei Patti Lateranensi del 1929 la Chiesa è esente dal pagamento delle tasse su tutti gli immobili che abbiano finalità di culto o assistenziali. Lo stato Italiano considera le strutture religiose “non commerciali” e quindi non obbligate al versamento di IMU, TASI e TARI (imposte rispettivamente sull’immobile, sui servizi indivisibili del comune e sui rifiuti). Ovviamente questo accade – o meglio dovrebbe accadere – solo quando i servizi offerti da una di queste strutture si presentino a titolo gratuito, o con corrispettivi di valore simbolico o, comunque, ad un prezzo inferiore alla metà di quello del regolare mercato della zona. Per farla breve una congregazione di suore o frati può gestire un complesso di abitazioni sul suolo nazionale senza dover pagare alcuna gravosa tassa –  per cui gli italiani spesso si trovano a dover tirare la cinghia – solo se le attività all’interno (solitamente di natura assistenziale, ricreativa, scolastica) non facciano pervenire un reale guadagno.

Nel Bel Paese però l’evasione fiscale si fa anche col crocifisso al collo. In particolare a Roma, non lontano dal colonnato del Bernini in Vaticano. Grazie ad alcuni consiglieri comunali, come il presidente dei Radicali Riccardo Magi, da tempo insospettiti per i bilanci e la gestione del Campidoglio, è emersa – e sta emergendo – una realtà non proprio pia: il comune ha stilato una lista di 280 strutture religiose, gestite da 246 congregazioni, che sono state riconosciute a finalità commerciale. Ma il danno, nella maggior parte dei casi, è fatto. Di queste 94 non hanno mai versato un euro e 59 lo hanno fatto in maniera irregolare. Soltanto il 40% delle strutture sembra in regola. Si tratta di alberghi a tutti gli effetti, coi vari comfort e stanze più o meno costose, facilmente prenotabili su internet. Naturalmente con qualche crocifisso in più, un po’ di santini sparsi qua e là e, se necessario, una cappella: giusto il necessario per truffare lo Stato italiano, nient’altro. Forse c’è pure la piscina.

La negligenza o l’incapacità dei vari governi nel risolvere la situazione ha le sue colpe. Oggi comunque c’è una situazione per cui uomini di chiesa commercializzano strutture adibite a ben altri compiti sulla carta, rimettendosi però alla giurisdizione e al potere del Vaticano. Il contenzioso con lo Stato c’è, ma nessuno vuole pagare. Tra l’altro la legge prevede che sia il comune di Roma ad andare a suonare il campanello per accertare la regolarità dell’ente, e non il contrario. Basterebbe obbligare le congregazioni a denunciare in maniera trasparente conti ed attività per invertire un processo che ad oggi è costato alla capitale 19, 1 milioni di euro. E sempre più costerà. Cosa succederà quando l’8 dicembre inizierà il Giubileo indetto da Papa Francesco, per cui lo Stato non ha però finanziato Roma, e migliaia tra alberghi e albergatori, B&B e residence – che pagano regolarmente! – si troveranno ad affrontare la concorrenza spietata di chi offre tanti servizi senza preoccuparsi delle imposte? Amen.

http://urbanpost.it/levasione-italia-e-anche-santa-il-vaticano-deve-roma-19-milioni-di-euro-ma-vista-del-giubileo-la-situazione-peggiora

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.