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Libia, arrivano i soldi per pagare gli stipendi

di Massimo Maugeri

Roma – Sul governo del premier libico Fayez al-Serraj sta per piovere una valanga di soldi. Al termine di una mediazione internazionale che ha risolto il braccio di ferro delle scorse settimane, la Banca centrale libica ha acconsentito a sbloccare 11 miliardi di dinari, circa 7 miliardi di euro, a favore del governo di Tripoli per il pagamento degli stipendi dei funzionari e per spese legate alla sicurezza, alla sanità e all’energia. E’ quanto apprende l’AGI da fonti diplomatiche al termine del vertice sulla Libia convocato a Londra dal Foreign Office britannico, cui hanno partecipato, oltre allo stesso al Serraj, anche il segretario di Stato americano John Kerry, il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni e il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson.

PERCHE’ ERA NECESSARIO UN SUMMIT

Il vertice era stato convocato per tentare di dare una risposta alla crisi finanziaria che attraversa la Libia e fare un ‘pressing’ sulla Banca centrale ed evitare il collasso economico. In particolare, per gestire il difficile rapporto tra il Consiglio presidenziale di al-Serraj e la Banca Centrale libica che ostacola la consegna dei fondi ottenuti dalla vendita di petrolio per sostenere la crescita del Paese in un momento politico complesso. Erano presenti anche il governatore della Banca centrale libica, Saddek Elkaber, il presidente della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) Mustafa Sanallah e il responsabile del Fondo sovrano libico (Lia), Ali Mohamed. I tecnici sono ancora al lavoro per mettere a punto i dettagli dell’intesa, riferiscono le stesse fonti. 

QUALE RISULTATO E’ STATO RAGGIUNTO

“Dopo le polemiche il clima è buono”, ha riferito la fonte. “Stiamo mettendo il governatore della Banca centrale nella condizione di procedere per riuscire a trovare una soluzione tecnica per le ultime allocazioni di emergenza per il budget 2016 e per definire quello del 2017. Ci sono 11 miliardi di dinari libici per pagare gli stipendi e finanziare settori cruciali come la sicurezza, la sanità e l’energia elettrica.

Secondo Gentiloni la riunione di oggi è stata “un punto di svolta per risolvere le difficoltà” con il governatore della Banca centrale libica, Saddek Elkaber, e mettere “più liquidità nella situazione libica e nelle mani del governo di unità nazionale (Gna)”. Intervistato dalla Cnn, il ministro degli Esteri ha aggiunto che il vertice è stato “importante” per evitare il collasso economico della Libia. Sul piano politico, dal vertice è stata riaffermata la posizione della comunità internazionale che ha ribadito il suo ‘pieno sostegno’ al governo libico di unità nazionale guidato da al-Sarraj e ha invitato il capo dell’esecutivo di Tripoli a “continuare” con la messa a punto di “una nuova proposta per formare un gabinetto che rappresenti tutte le parti”.

I PUNTI CRITICI DELL’ECONOMIA LIBICA

In un comunicato del Dipartimento di Stato Usa, si legge che il vertice ha rinnovato anche l’invito al governo a rilanciare l’economia del Paese e a che tutte le istituzioni economiche” lavorino per collaborare a questi sforzi. Lo stallo politico in Libia – dove l’autorità del governo di unità nazionale deve ancora essere riconosciuta dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk, il Parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale – impedisce al Paese di raggiungere il suo potenziale di crescita. Oggi in  Libia:

  • L’economia è in recessione dal 2013
  • Il prodotto interno lordo (Pil) ha subito una contrazione di circa l’8,3 per cento nel 2016
  • Il Pil pro-capite è di 4.458 dollari.
  • Inflazione cresciuta del 24% nei primi sei mesi del 2016
  • Rincaro del 31 per cento dei prodotti alimentari.

L’intesa potrebbe dare ossigeno alle finanze esangui del governo di al-Serraj. (AGI)

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