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Libia: avvocato Seif Gheddafi, sentenza Corte "eccessiva"

(AGI) – Tripoli, 28 lug. – L’avvocato libico Hussein Sharif, del collegio difensivo di Seif al Islam Gheddafi e degli altri gerarchi del passato regime, ha giudicato come “eccessiva” la sentenza di primo grado pronunciata oggi dalla Corte d’appello di Tripoli che condanna a morte il secondogenito e gli altri collaboratori del defunto colonnello Muhammar Gheddafi. Intervistato dall’agenzia di stampa libica “al Tadhamoun”, il legale ha spiegato che “la sentenza e’ troppo dura, potevano comminare la pena massima detentiva che era di 10 anni di carcere”. Il legale si e’ detto d’accordo con quanto sostenuto dal governo del premier Abdullah al Thani, con sede a Tobruk, che giudica “illegale la sentenza e il tribunale”. Oltre alla condanna a morte, la Corte d’appello di Tripoli ha deciso il risarcimento dell’erario pubblico libico da parte di alcuni collaboratori di Gheddafi. In particolare l’ex premier al Baghdadi al Mahoudi e Mansur Dhu, entrambe condannati a morte insieme a Gheddafi, Abdullah al Senoussi, Abu Zeid Dawrdu e Milad Daman, sono stati condannati anche a pagare una cifra risarcitoria per peculato e truffa ai danni dello stato rispettivamente di 900 milioni di dollari e 62 milioni di dollari. Il tribunale ha condannato invece Mohammed al Sharif a 12 anni di carcere, Abdel Hafith al Zlitani a 10 anni ed ha scagionato l’ex ministro degli Esteri Abdel Ati al Obeidi, insieme Amer Madi, Moahmoud a Wair e Ali al Zawui. Nuri al Hadi invece e’ stato condannato al carcere psichiatrico. Il processo a carico di 37 esponenti in tutto del passato regime di Gheddafi riguardava l’incitamento e l’uccisione dei rivoltosi nel febbraio del 2011, l’uso di soldi pubblici per pagare mercenari e l’uccisione di innocenti durante la rivoluzione.La sentenza “e’ da eseguire”, secondo quanto ha annunciato il direttore della procura generale di Tripoli, al Sadiq al Suwar, nel corso di una conferenza stampa. La condanna arriva dopo che la procura aveva chiesto la pena di morte per gli esponenti del passato regime dopo 20 sedute del processo a loro carico per le violenze avvenute nel febbraio del 2011 durante la rivolta contro Gheddafi. Per Saif al Islam e gli altri otto gerarchi condannati a morte sara’ possibile pero’ fare appello entro 60 giorni alla Suprema Corte. La condanna e’ stata emessa in contumacia, non essendo presenti in tribunale a Tripoli. Il figlio di Gheddafi si trova infatti a Zintan, dove ha sede la milizia che un anno fa lo ha catturato. Negli ultimi anni, anche prima della divisione tra Tripoli e Tobruk, si era sempre rifiutato di farsi trasferire nella capitale per motivi di sicurezza. E’ stato invece giudicato innocente l’ex ministro degli Esteri di Gheddafi, Abdel Ati al Obeidi. Nonostante in Libia sia considerato il processo del secolo, il governo con sede a Tobruk, del premier Abdullah al Thani, non riconosce il procedimento e la sentenza agli ex gerarchi del regime di Gheddafi. Il ministro della Giustizia libico, Mabruk Qarira, ha fatto sapere che il processo in corso a Tripoli gestito dalle milizie locali “e’ illegale”. Il ministro e’ intervenuto dopo che la procura di Tripoli, che fa capo al Congresso nazionale libico eletto nel 2012, ha fatto sapere che oggi verranno emesse le sentenze definitive a carico degli ex gerarchi, tra cui appunto Saif al Islam Gheddafi. Il ministro ha poi chiesto alla comunita’ internazionale di non riconoscere il tribunale che porta avanti questo processo, considerando che “si tiene in una citta’ che e’ al di fuori del controllo dello stato”. (AGI) .
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