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Libia, blitz dell'Isis a Sabrata  

Tripoli – “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”,  mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata: si potrebbe ricorrere a una metafora delle guerre puniche per descrivere il caos in cui sta sprofondando ogni giorno di piu’ la Libia. In questo caso Roma sarebbe Tobruk, il cui Parlamento ha nuovamente rinviato, a lunedì prossimo, il voto di fiducia al nuovo governo di riconciliazione nazionale del premier incaricato Fayez al Sarraj. E la Sagunto è Sabrata, la città della Libia nord-occidentale in cui sono entrati 200 miliziani dell’Isis mentre i soldati locali erano impegnati in un’altra operazione. Secondo fonti locali i jihadisti hanno occupato per tre ore il quartier generale della sicurezza e sarebbero state uccise alcune guardie (c’è chi parla addiritura di 12 decapitazioni). Testimoni oculari hanno riferito di bandiere nere con la Shahada, la professione di fede islamica, nel centro della cittadina libica e sui palazzi del potere come la stazione di polizia, la centrale elettrica e l’ospedale.

Sabrata, che ospita un sito archeologico inserito dal 1982 nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, dista appena 70 chilometri da Tripoli ed è il punto più occidentale raggiunto dai fondamentalisti, già radicati a Derna e a Sirte.

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