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Libia: commando uccide a Tripoli boss scafisti, e' giallo

(AGI) – Roma, 26 set. – Giallo sull’uccisione di Salah Al Maskhout, uno dei principali boss tra i trafficanti di uomini. In mattinata si era diffusa la voce che era stato ucciso da un commando poco dopo avere lasciato l’abitazione di alcuni suoi parenti, nei pressi del Medical Center della capitale. In serata pero’ e’ arrivata una smentita. Il sito della Ong Migrant Report sostiene che il boss degli scafisti ucciso in Libia non e’ Salah al-Mashkout. E afferma di aver contattato Mashkout, 47 anni. “Posso assicurare che sono vivo”, ha affermato dalla sua residenza a Zuwara, dicendosi scioccato per le notizie sulla sua morte, apprese dalle telefonate dei suoi amici preoccupati. Il sito ipotizza quindi uno scambio di identita’, citando una fonte qualificata della sicurezza di Tripoli, secondo la quale “un uomo coinvolto nel traffico di migranti e’ stato comunque ucciso”. Nella sparatoria sarebbero rimasti uccisi anche gli otto uomini della sua scorta. Il commando – scrive Libya Herald – non e’ stato identificato. Nessuno di loro e’ rimasto ucciso nell’agguato e testimoni riferiscono di uomini addestrati al meglio. Il presidente del Parlamento ‘parallelo’ di Tripoli ha accusato le forze speciali italiane di essere dietro questa uccisione, ma Roma ha smentito. Sia il ministero della Difesa che la Farnesina hanno affermato che “non c’e’ alcun coinvolgimento di forze speciali italiane nell’uccisione”. Sulla stessa linea fonti dell’Intelligence. Fonti qualificate smentiscono “in maniera categorica” che in Libia siano in atto da parte dei Servizi attivita’ del tipo di quelle che hanno portato all’uccisione del boss degli scafisti. Questo genere di attivita’ – sottolineano le stesse fonti – “non rientrano nel perimetro operativo degli 007”: la precisazione fa anche chiarezza sul fatto che “non ci sono forze speciali italiane sul campo” e men che mai “uomini dei Servizi di informazione e sicurezza coinvolti” in operazioni di questo genere. (AGI)
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