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Libia: Gentiloni, no militari pronti a partire ma disponibilità

Mosca – “Non ci sono missioni militari sul punto di partire, ci sono disponibilità, e l’Italia coordina queste disponibilità, a rispondere alle richieste, anche di sicurezza” affinché il governo libico di unità nazionale possa insediarsi. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, da Mosca dove ha incontrato l’omologo russo, Serghei Lavrov. “Il tempo non è infinito – ha aggiunto il capo della diplomazia italiana – e quindi bisogna lavorare tutti insieme perchè questo governo, con l’inclusione del maggior numero di forze possibili, possa insediarsi a Tripoli e cominciare gradualmente la stabilizzazione del Paese”. Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa congiunta con l’omologo russo Serghei Lavrov a Mosca, ha poi detto che l’Italia “apprezza che la Russia fin dalla conferenza di dicembre a Roma e in sede di Consiglio di sicurezza Onu abbia confermato il suo ruolo attivo nel processo di stabilizzazione” in Libia.

La Russia, dal canto suo, appoggia gli sforzi dall’Italia per la soluzione della situazione nel Paese africano. Lo ha detto il ministro degli esteri Serghei Lavrov, riferendo che nel loro colloquio di oggi a Mosca, il ministro Paolo Gentiloni lo “ha informato sui parametri di base” delle discussioni che gli italiani stanno tenendo con i partner europei e Usa per la “possibile missione di collaborazione” con le autorità libiche. Le autorità installate a Tripoli, intanto, ossia il governo di Salvezza non riconosciuto dalla comunità internazionale, hanno decretato “lo stato di emergenza massimo” nella capitale libica. La misura arriva dopo l’annuncio del governo di unione nazionale di installarsi prossimamente proprio a Tripoli. Le strade di Tripoli erano comunque calme stamane, senza un dispiegamento di forze di sicurezza maggiori rispetto al solito. Il governo di unità nazionale, promosso dalle Nazioni unite e presieduto da Fayez al-Sarraj, martedì ha annunciato che vuole trasferirsi a Tripoli “nei prossimi giorni”.

Le notizie sulla presenza a Tripoli di quattro uomini del governo di unita nazionale e dell’arrivo nella notte dello stesso premier Sarraj, circolato sulle reti sociali, non hanno trovato per ora lacuna conferma. Il governo di Salvezza ha inoltre proclamato che il consiglio dei ministri sia in stato di convocazione permanente. Nella nota il governo ha delegato “il ministero della Difesa e dell’Interno e i servizi segreti e le brigate di Tripoli ad assumere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la stabilità del Paese”. Nel decreto si invitano le milizie ad “aumentare i pattugliamenti e le operazioni di sicurezza per ribadire la sovranità del governo nel Paese”. (AGI)

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