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Libia, italiani rapiti da criminali comuni

Roma – I due italiani rapiti in Libia sono nelle mani di un gruppo di criminali comuni che non appartengono ad alcuna fazione fondamentalista, in un’area in cui tra l’altro non sono attivi gruppi islamisti legati all’Isis o ad altre organizzazioni terroristiche. Lo ha riferito all’Agi una fonte vicina al governo di Tobruk che ha aggiunto che e’ stato creato un gruppo di volontari che sta partecipando alle ricerche di Danilo Calonego e Bruno Cacace. “E’ anche nostro interesse che siano liberati sani e salvi” ha aggiunto la fonte “apprezziamo tutti il loro lavoro per l’aeroporto”.

Intanto la petroliera battente bandieramaltese Seadelta e’ rientrata nel porto di Ras Lanuf dal quale due giorni fa era stata fatta allontanare di 30 miglia in seguito agli scontri tra le guardie petrolifere di Ibrahim Jadhran e l’autoproclamato Esercito nazionale guidato da Khalifa Haftar. Fonti del porto hanno riferito che la nave ha iniziato ieri sera a caricare 781mila barili di petrolio che dovra’ portare in Italia. Le operazioni dovrebbero durare 15 ore e terminare questa mattina. Il porto attende l’arrivo di un’altra petroliera che attracchera’ nelle prossime ore. La nave, anch’essa battente bandiera maltese, si chiama Syra e carichera’ 600mila barili di petrolio da portare in Italia. (AGI) 

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