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LIbia, liberato Saif al-Islam Gheddafi

Tripoli – Saif al-Islam, figlio secondogenito ed ex delfino di Muammar Gheddafi, è stato liberato dalle milizie di Zintan e si trova in un luogo sicuro in Libia. Dopo le voci dei giorni scorsi, la conferma è arrivata dall’avvocato Khaled al Zaidi. Il legale ha spiegato che il 44enne Saif è stato rilasciato in occasione della festa per la fine del Ramadan in base alla legge sull’amnistia emanata un anno fa dal Parlamento libico di Tobruk. Sui social network ci sono indiscrezioni secondo cui Saif si starebbe dirigendo verso l’Egitto. Il più influente dei figli del defunto colonnello era stata catturato nel novembre 2011 al confine tra Libia e Niger, sei mesi dopo lil mandato di cattura emesso dala Corte penale internazionale per crimini contro l’umanita’. Un anmno fa era stato condannato alla fucilazione.

Il 29 luglio 2013 il parlamentodi Tobruk ha adottato un provvedimento di clemenza per alcuni detenuti, esclusi i condannati per crimini di guerra, terrorismo, omicidio, sequestro di persone, torture, traffico di droga, stupri, tratta di esseri umani e corruzione. Il disegno di legge era passato con il voto favorevole di 99 deputati su 200 il giorno dopo la sentenza della Corte d’appello di Tripoli a carico di ex gerarchi del passato regime libico, tra cui figura anche il figlio di Gheddafi, condannato a morte insieme all’ex premier al-Baghdadi al Mahmoudi e all’ex capo dell’intelligence libica Abdullah al Senussi. L’accusa è di aver incitato alla guerra civile e all’uccisione di civili negli otto mesi di conflitto del 2011 e di aver pagato con soldi pubblici gruppi di mercenari per reprimere nel sangue le rivolte. La sentenza, tuttavia, non e’ mai stata riconosciuta dalle autorita’ libiche della Cirenaica e dagli alleati di Zintan, enclave della Tripolitania fedele al governo di Tobruk. Non solo: la condanna era stata criticata da diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani e dalle stesse Nazioni Unite.

Il figlio di Gheddafi, che negli anni d’oro viveva a Londra in una casa da 13milioni di euro, era statocondannato in contumacia per il rifiuto delle autorita’ di Zintan di consegnare il loro prigioniero alle autorità dell’allora “governo di salvezza nazionale” di Tripoli. Saif al-Islam, il cui nome significa letteralmente”Spada dell’Islam”, è ancora ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra ma il 27 giugno, il suo nuovo collegio difensivo ha annunciatol’intenzione di chiedere alla Cpi di archiviare le accuse. Secondo la ricostruzione dell’emittente locale “Sabra Fm”, gli avvocati avrebbero portatoall’attenzione dei giudici internazionali un “parere consultivo” del ministero della Giustizia dell’entità governativa attiva nella Cirenaica, non riconosciuto dalla Comunita’ internazionale ma legata alle milizie di Zintan,sulla possibilità di attuare la legge sulla grazia al casodi Saif al Islam. (AGI)

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