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Libia, lunedì a Londra summit Gentiloni-Kerry-Johnson 

di Titti Giammetta

Tripoli  – Il Foreign Office ospiterà lunedì a Londra un incontro urgente sulla Libia incentrato sulla crisi economica nel Paese nordafricano cui parteciperanno, tra gli altri, il segretario di Stato americano John Kerry, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni e probabilmente i colleghi di Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Secondo quanto apprende l’Agi da fonti diplomatiche, alla conferenza dovrebbero partecipare il premier libico designato Fayez al Serraj, il governatore della Banca centrale libica, Saddek Elkaber, il presidente della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) Mustafa Sanallah e il responsabile del Fondo sovrano libico (Lia), Ali Mohamed. L’incontro dovrebbe tenersi presso il Foreign Office. 

Secondo le fonti l’incontro sarebbe nato per gestire il difficile rapporto tra il Consiglio presidenziale di al Serraj e la Banca Centrale libica che ostacola la consegna dei fondi ottenuti dalla vendita di petrolio per sostenere la crescita del Paese in un momento politico complesso.

La Libia resta al 188mo posto su 190 paesi nella classifica stilata dalla Banca mondiale nel rapporto Doing Business 2017, la stessa posizione dell’anno scorso, fanalino di coda di tutta la regione. Secondo la Banca mondiale, il paese nordafricano ha migliorato leggermente (di una posizione) solo le procedure per proteggere gli investitori di minoranza. Tutti gli altri indicatori sono stabili o negativi. Il maggiore calo, pari a cinque punti, riguarda l’avvio di nuove imprese, settore sceso dal 157mo al 163mo posto. La Libia, paese di 6,2 milioni di abitanti e un reddito pro-capite di 6.030 dollari, ha totalizzato appena 33,19 punti secondo il conteggio della Banca mondiale, ben al di sotto della media regionale di 56,36 punti. Meglio hanno fatto l’Algeria con 47,76 punti e il 156 posto, l’Egitto con 56,65 punti e la 122ma posizione, la Tunisia con 64,89 punti e il 77mo posto, e il Marocco giunto in 68ma posizione con 67,5 punti.

Lo stallo politico in Libia – dove l’autorita’ del governo accordo nazionale di Tripoli deve ancora essere riconosciuta dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk, il Parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale – impedisce al Paese di raggiungere il suo potenziale di crescita. L’economia e’ in recessione dal 2013 e il prodotto interno lordo (Pil) ha subito una contrazione di circa l’8,3 per cento nel 2016, con un Pil pro-capite di appena 4.458 dollari. Secondo la Banca mondiale l’inflazione e’ cresciuta del 24 per cento nei primi sei mesi del 2016, con una conseguente perdita sostanziale del potere d’acquisto, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari di base. La mancanza di fondi ha di fatto interrotto i sussidi alla popolazione e svuotato le scorte di cibo, con un rincaro del 31 per cento dei prodotti alimentari. La stima della Banca mondiale dell’inflazione media durante il 2016 è del 20 per cento. (AGI)
 

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