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Libia, premier Serraj e governo si insediano a Tripoli

Roma – Il governo libico di riconciliazione nazionale ‘benedetto’ da Onu e occidente assume pieni poteri. I membri del Consiglio di presidenza del nuovo governo e il premier designato, Fayyez al Serraj, sono arrivati oggi a Tripoli via mare, sbarcando nella base militare navale Abu Seta, che si trova poco fuori la citta’. “Lavorero’ per unire i libici e ridurre le sofferenze del popolo sia sotto il profilo della sicurezza che economico”, ha detto Al Serraj parlando ai giornalisti, “e’ giunto il momento di lavorare come libici per la Libia, voltando pagina rispetto a ieri e guardando al futuro con uno spirito di tolleranza e di fiducia in Allah, perche’ la vendetta e l’odio non costruiscono niente”.

“Ci auguriamo che il governo possa lavorare nell’interesse dei libici e del popolo libico”, e’ stato il commento del premier, Matteo Renzi. E mentre notizie di stampa rilanciano le ipotesi di un impegno diretto del nostro paese in Libia, fonti dello Stato maggiore del ministero della Difesa italiano hanno smentito categoricamente le indiscrezioni apparse sui social network secondo cui navi della Marina militare italiana avrebbero favorito oggi l’arrivo via mare a Tripoli dei membri del Consiglio di presidenza libico. Il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza del governo di riconciliazione nazionale della Libia, ha assicurato che “nessuna forza straniera ha partecipato all’operazione condotta oggi di rientro a Tripoli dei membri dell’esecutivo”.

Intervistato dall’emittente televisiva libica “al Libya”, l’ufficiale ha spiegato che “al momento la sede del nuovo governo sara’ la base navale di Tripoli, in attesa di trovare un’altra soluzione. Le forze della Marina libica sono riuscite a condurre a termine questa operazione con successo e ora ci coordiniamo con le altre milizie che ci sostengono per organizzare un apparato di difesa”. Il colonnello ha aggiunto di “aver tentato di far arrivare i membri del governo via aerea piu’ volte, ma abbiamo trovato una serie di ostacoli posti da Khalifa Ghweil e da Nuri Abu Sahimin”.

Con al Serraj sono arrivati a Tripoli gli altri membri deConsiglio di presidenza: Ahmed Maitiq, Musa al Kuni, Abdel Salam Kajman, Fathi al Majbari, Mohammed al Amari e Ahmed Hamza. Il gruppo guidato da al Sarraj e’ stato accolto al porto di Tripoli dal ministro dell’Interno del governo. I membri dell’esecutivo – tranne i due membri che da tempo si sono autosospesi, ovvero i rappresentanti di Brega, Ali al Qatarani e Omar al Aswad – erano partiti da Tunisi a bordo di alcune imbarcazioni. Secondo fonti locali, l’arrivo via mare sarebbe stato deciso dopo un fallito tentativo di raggiungere la citta’ via aerea tramite l’aeroporto di Mitiga all’alba di oggi, quando sono stati sentite diverse esplosioni nella zona provenienti dai colpi di artiglieria anti-aerea sparati dalle milizie legate al governo non riconosciuto di Khalifa Ghweil.

“E’ un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia. Sulla base della determinazione del premier Serraj e del Consiglio Presidenziale sono ora possibili nuovi progressi per il popolo libico. L’Italia e’ stata sempre in prima linea con numerose iniziative diplomatiche per l’obiettivo della stabilizzazione della Libia”, ha detto il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni. “Auspico che il popolo libico garantisca al Consiglio di Presidenza e al Governo di Concordia Nazionale il pieno supporto e la massima cooperazione e che le istituzioni politiche e finanziarie collaborino per consentire l’immediato e pacifico trasferimento dei poteri”, ha concluso. Gentiloni. L’arrivo a Tripoli del premier libico Fayez al Serraj e’ “un’opportunita’ unica” per la riconciliazione del Paese dilaniato dalle violenze. Lo ha affermato il responsabile della Politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, sottolineando che “l’arrivo del Consiglio di presidenza nella capitale rappresenta un’opportunita’ unica per i libici di tutte le fazioni per riunirsi e riconciliarsi”. Per l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler, l’arrivo, seppur fortunoso, del premier libico Fayez al Serraj a Tripoli rappresenta “un passo imporante nella transizione democratica e sulla strada verso la pace, la sicurezza e la prosperita’”. (AGI) 

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