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Libia: strage dell'Isis a Tripoli Kamikaze all'hotel Corinthia

(AGI) – Tripoli, 27 gen. – Nove persone sono state uccise in un attacco dell’Isis contro l’hotel Corinthia di Tripoli, dove risiede anche il premier islamista. Omar al Hasi, obiettivo dell’azione, e’ stato salvato dalla scorta. Tra le 9 vittime si contano anche 5 stranieri. I primi morti sono stati 3 guardie libiche, uccise nell’irruzione nell’hotel dal commando jihadista subito dopo l’esplosione di un’autoboma per distrarre l’attenzione. I cinque stranieri, tra cui 2 donne, sono stati uccisi dal commando a colpi d’arma da fuoco. Mentre un altro libico, preso in ostaggio dai terroristi, e’ morto quando questi hanno azionato i giubbetti esplosivi che avevano addosso. La situazione e’ ora sotto controllo ha chiarito il capo della sicurezza localem Issam al-Naass, che pero’ non ha reso nota la nazionalista degli ostaggi. Tutto e’ iniziato alle 8 quando prima il commando ha fatto saltare prima un’autobomba nel parcheggio e poi si e’ fatto strada nell’albergo aprendo il fuoco e prendendo ostaggi. L’azione, compiuta della ‘ramo’ locale di Isis, e’ la vendetta per la morte in carcere negli Usa il 2 gennaio scorso di Abu Anas al-Libi. Si tratta dell’organizzatore degli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania del 1998, in cui vennero uccise 200 persone, il primo attazzo attribuito ad al Qaeda. Lo hanno rivendicato gli stessi seguaci locali del ‘califfo’ Abu Bakr al baghdadi. Al-Libi e’ morto di cancro. Il direttore dell’ente per la protezione delle missioni diplomatiche in Libia, il colonnello Khaled Abu Zaheir, ha smentito invece le notizie circolate sulla presenza di diplomatici statunitensi nell’albergo al momento dell’attacco. (AGI) .
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