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L’importanza di non dare i numeri

Nel mondo della salute troppo spesso si danno i numeri. Nel 2005 l’OMS disse che l’Aviaria, l’influenza dei polli, l’H5N1, avrebbe provocato un milione di morti. Cifra spaventosa. Che seminò il panico. In realtà i morti furono 369, di cui 11 in Italia. A ottobre scorso la stessa OMS ha parlato di diecimila casi in più di Ebola a settimana. Previsione sbagliata. E non solo sulla progressione visto che il virus sta rallentando. Anche in Italia non sappiamo far bene di conto. Si ripete come un mantra che l’influenza stagionale miete ottomila vittime. Ma essendo una malattia variabile – la mortalità dipende dal ceppo – non si può indicare un numero esatto dei decessi. Che fino all’anno scorso erano tremila. Adesso invece si sono moltiplicati. Perché? Le vaccinazioni sono crollate. E così si sparano numeri per mettere un po’ di paura alle persone. Alle quali per vaccinarsi serve buona informazione, non bau-bau.
guglielmpepe@gmail.com

(Repubblica 13 gennaio)

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