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L'inchiesta e le cinque domande sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano

Saranno i magistrati ad accertare eventuali responsabilità, omissioni o leggerezze risultate fatali per almeno 5 ospiti dell’hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una slavina alle pendici del Gran Sasso. Sulla tragedia sono state aperte due inchieste: una per omicidio colposo che deve appurare se siano stati ignorati ‘warning’ e se ci sono stati ritardi nell’arrivo degli spazzaneve e dei soccorsi; l’altro fascicolo è per disastro colposo e si concentra sulla strutura che ospitava l’hotel. L’ultimo bilancio, alle 17:16 del 21 gennaio, è di 9 persone salvate, 5 morti recuperati e 23 dispersi. Cerchiamo di riassumere gli interrogativi ai quali si cercherà di dare risposte.
 

  • Bisognava evacuare prima l’hotel? – Il sito Meteomont segnala in tempo reale il pericolo valanghe. E’ il servizio nazionale di prevenzione del Corpo Forestale (ora nei Carabinieri). Nei giorni precedenti il pericolo valanghe in quella zona era al livello 4 su 5. Il 9 gennaio, il warning recitava: “Appennino abruzzese a rischio forte per caduta valanghe”. Il 12 gennaio: “Majella, la montagna italiana con il maggior rischio valanghe”. Il 16 e il 17, l’allerta per Gran Sasso e dintorni arriva a grado 4, un passo sotto il massimo, ricostruisce La Stampa. Forse qualcosa non ha funzionato nella catena di comando istituzionale (prefettura e sindaco) che avrebbe potuto disporre l’evacuazione della struttura?
      
  • Perché non sono arrivati turbina e spazzaneve? – Prima della slavina, era stato richiesto un intervento di mezzi spazzaneve e di turbine per liberare la strada. La turbina sarebbe dovuta arrivare alle 15, poi alle 19. Secondo i sindacalisti, l’unica macchina si era rotta. Nel frattempo è arrivata la slavina, alle 16:40.
     
  • L’hotel poteva stare lì, alla fine di un canalone? – L’hotel, fino alla ristrutturazione del 2007, era una struttura modesta. Il Fatto Quotidiano ricorda che la storia dell’albergo è segnata da un processo per presunto abuso edilizio conclusosi con un’assoluzione a novembre. La seconda inchiesta, quella per disastro colposo, dovrà prendere in esame tutte le autorizzazioni e i documenti sulla costruzione della struttura.
     
  • Ci sono stati ritardi nei soccorsi? – L’allarme arriva alle 17:05 dal primo sopravvissuto, Giampiero Parente. La macchina dei soccorsi si muove alle 20. C’è una bufera di neve e le strade sono impraticabili. I soccorritori, sci ai piedi, riusciranno ad arrivare nella notte. Qui il racconto. La risposta a questa domanda potrà venire dall’acquisizione dei documenti, sopratutto dagli audio delle telefonate per la richiesta di soccorso dopo la tragedia.
  • Perché un blackout di 12 ore degli spazzaneve? – La sera che ha preceduto la slavina, martedì 17, una coppia di ospiti ha lasciato l’albergo perché impaurita dal maltempo, scrive La Stampa. E’ la prova che la strada, 9 chilometri di provinciale che collega Rigopiano con il centro abitato di Farindola, erano percorribili. Fino a quel momento gli spalaneve avevano funzionato. 

 

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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