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L'insediamento di Trump costerà 100 milioni (90 in meno di Obama)

La festa per l’insedimento di Obama costerà 100 milioni di dollari. La metà di quanto si spese otto anni fa per la cerimonia di Barack Obama, calcolando l’inflazione. 

I conservatori, ricorda Time si lamentarono nel 2009 che la festa di Obama erano costata molto di più di quella di George W. Bush, ma in realtà si discostavano di poco. I costi dell’insediamento di Obama furono stimato in 170 milioni di dollari (190 milioni di oggi dopo il calcolo dell’inflazione) e il governo federale ha pagato oltre $ 100 milioni solo per la sicurezza durante le inaugurazioni 2005 e il 2009.

Dieci settimane dopo aver lasciato a bocca aperta l’America e il mondo con la sua vittoria a sorpresa nelle elezioni americane, Donald Trump, giura come 45esimo presidente degli Stati Uniti; e sostitusce Barack Obama alla Casa Bianca.
E’ la 58esima inaugurazione presidenziale nella storia degli Stati Uniti, una cerimonia molto simbolica e che si ripete, salvo lievi variazioni, secondo passaggi abbastanza codificati. Di seguito quel che c” da sapere prima di mettersi dinanzi alla tv.

Centinaia migliaia di persone attese

Centinaia di migliaia le persone attese a Washington D.C. per l’Inauguration Day (molti anche per protestare, il giorno dopo è prevista un’imponente manifestazione, la Women’s March). Per il primo insediamento di Barack Obama arrivarono in 2 milioni, le stime stavolta prevedono un numero pari al suo secondo insediamento, 700/800mila persone: saranno assiepati lungo il National Mall per godersi lo spettacolo o magari protestare. Tutti gli uffici del governo e le scuole del District of Columbia rimarranno chiusi.

Una cerimonia che risale a George Washington

La cerimonia, la cui struttura altamente simbolica risale a George Washington, si articola in cinque fasi fondamentali: giuramento, discorso inaugurale, pranzo, parata e infine balli. Prima il giuramento sul West Front del Campidoglio: in linea con la Costituzione americana, il mandato di Trump comincera’ ufficialmente a mezzogiorno esatto (le 18 in Italia). E’ dal 1981, con Ronald Reagan, che il giuramento avviene sul West Front del Campidoglio; nel passato si prestava giuramento in Senato, nell’aula o nel Portico est; e il presidente Lyndon Johnson, giurò addirittura a bordo dell’Air Force One, dopo l’assassinio di John F.Kennedy. Poi il presidente pronuncerà il suo messaggio alla nazione, che dovrebbe dare l’impronta del suo mandato. Seguirà il pranzo tradizionale in Campidoglio, seguito dalla sfilata -in testa Trump, accompagnato da Melania- sulla Pennsylvania Avenue dal Campidoglio fino alla Casa Bianca. Infine la chiusura, con i balli di insediamento (ma la coppia presidenziale parteciperà solo a due serate di gala oltre a un evento in onore i soldati e ‘first responders’: nulla a che vedere con i giovani Obama che, nel 2009, parteciparono a 10 balli ufficiail).
La giornata del 20 gennaio sarà preceduta, il 19, dalla deposizione di una corona di fiori, da parte di Trump e il suo vice Mike Pence, all’Arlington National Cemetery, in omaggio agli eroi militari caduti. Seguirà un concerto di benvenuto ‘Make America Great Again’ al Lincoln Memorial. Il giorno successivo all’insediamento, entrambi parteciperanno a un rito religioso nella cattedrale di Washington, il National Prayer Service alla Washington National Cathedral, con cui si chiuderanno le celebrazioni.

Il giuramento e il discorso inaugurale

Trump farà il giuramento sul Fronte Ovest del Campidoglio: prima giurerà il vice presidente Mike Pence, subito dopo lo stesso Trump che a seguire terrà il suo discorso inaugurale. Il piu’ lungo discorso inaugurale mai tenuto fu quello di William Henry Harrison, il presidente che è rimasto meno alla guida degli Stati Uniti. Il più breve, quello del secondo mandato di George Washington, nel 1793: 135 parole appena. Trump ha già detto che seguirà lo stile di Washington. Secondo la stampa americana, vi ha lavorato anche durante le vacanze natalizie. Secondo altri, glielo ha scritto invece Stephen Miller, il 31enne californiano, nel passato consigliere del prossimo ministro della Giustizia, Jeff Sessions, autore dei principali discorsi di Trump nel 2016, compreso quello alla Convention repubblicana. Miller, che ha trascorso gli ultimi giorni dell’anno con Trump nel resort di Mar-o-Lago, si sarebbe consultato anche con il suo capo stratega, il fidato Stephen Bannon.

Presenti i Clinton e Bush

Tra i presenti all’investitura del magnate repubblicano, ci saranno sicuramente l’ex presidente Bill Clinton, e sua moglie, l’ex candidata alla presidenza Hillary, insieme a un altro ex presidente, George W. Bush, con la moglie Laura. I Clinton saranno presenti nonostante l’infuocata campagna elettorale; e anche Bush (presidente tra il 2001 e il 2009) e sua moglie hanno scelto di partecipare nonostante non abbiano votato il milionario. Il padre di Bush, l’ex presidente George H.W. Bush, che ha 92 anni, sara’ l’unico ex capo di Stato americano ancora in vita a non partecipare alla cerimonia di investitura a causa del suo precario stato di salute. Ci saranno invece il democratico Jimmy Carter e ovviamente Barack Obama, che come da tradizione assistera’ alla cerimonia, prima di passare il testimone. Dal 1977, il presidente uscente e l’ex first lady lasciano la zona in elicottero.

Il lunch con il congresso

Dopo il giuramento, presidente e vice vengono ospitati al pranzo offerto dal Congresso. Si svolge a Caiptol Hill dal 1953. Prima non c’era alcuna tradizione e fino ai primi anni del 1900, il presidente dopo il giuramento andava fino alla Casa Bianca e vi pranzava prima della sfilata. Nel 1945 Roosevelt ospito’ 2000 persone per il lunch alla Casa Bianca. Il menu’ riflette le tradizioni culinarie degli Stati da cui provengono presidente e vice. JFK pranzo’ con zuppa di pomodoro, aragosta e costolette texane. Trump e’ nato a New York, cosi’ cosmopolita che e’ spesso associata alla….pizza. Improbabile pero’ che venga servita.

La sfilata fino alla Casa Bianca

Dopo il pranzo, la parata lungo Pennsylvania Avenue. Vi parteciperanno circa 8mila persone per conto di oltre 40 organizzazioni: si va dalle rappresentanze di Boy Scouts ai gruppi di veterani, compresi quelli di soldati paralizzati o resi disabili, provenienti da tutta l’America.

Niente star

Lo staff che ha organizzato la cerimonia ha avuto difficoltà a trovare grandi stelle disposte a esibirsi. Ci sarà di sicuro una 16enne, stella di America’s Got Talent, Jackie Evancho, che si è anche esibita per il presidente Obama, e che canterà l’inno nazionale. Una concorrente di X Factor, Rebecca Ferguson, era stata invitata, ma aveva detto di voler partecipare solo se le concedevano di cantare Strange Fruits, la canzone di protesta resa celebre da Billie Holiday negli anni ’30, che era originariamente una poesia contro il razzismo nel Profondo Sud americano. Nulla da fare. Si era offerto -ma ovviamente non è stato neppure preso in considerazione- anche Alec Baldwin, che continua a fare una popolarissima caricatura di Trump nel Saturday Night Live. Nutrita la schiera di artisti che hanno dichiarato che non parteciperanno alla cerimonia, tra cui Elton John, Celine Dion e John Legend. Si era parlato della presenza di Andrea Bocelli, ma non ci sarà.

Misure sicurezza imponenti

Imponenti le misure di sicurezza dopo gli attentati di Bruxelles, Parigi e Istanbul e anche per far fronte alle numerose manifestazioni di protesta preannunciate. Una miriade di strade chiuse e novità nella circolazione. Abbandonata l’idea iniziale di aprire le porte della Casa Bianca, ci saranno 30mila uomini in campo, tra soldati e membri della Guardia nazionale. Una decina le agenzie mobilitate, tra cui la Capitol Police, l’Fbi e i ovviamente servizi segreti.

Il boicottaggio dei democratici

Sono già una trentina i congressisti Democratici americani che non parteciperanno all’Inauguration Day. La gran parte ha deciso il boicottaggio per protesta sul tema dei diritti civili e gli attacchi rivolti all’icona del movimento anti-segregazionista, John Lewis. Ma le ragioni chiamate in causa per la clamorosa protesta sono le più disparate: dalle dichiarazioni volgari di Trump sulle donne, alle sue minacce ai migranti clandestini passando per gli attacchi degli hacker russi.

Le proteste, ‘disruptj20’ e gli ‘spinelli’

Il nome è già tutto un programma: DisruptJ20, metti a soqquadro il 20 gennaio. Il gruppo ha trascorso il week-end nelle ‘prove’, una ‘due giorni’ all’American University e nell’atrio della School of International Service, eslusi i media. Ma sono almeno 26 i gruppi che hanno chiesto il permesso di manifestare contro Trump (99 il totale se si contano anche quelli a favore). Un gruppo a favore della legalizzazione della marijuana ha gia’ preannunciato che vuole distribuire 4.200 spinelli. 
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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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