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Lipstadt, paladina lotta a negazionismo "Trump come Iving"

di Andrea Cauti @andreacauti

Roma – David Irving, il padre del negazionismo, l’uomo che ha scritto che non ci sono mai stati né l’Olocausto né le camere a gas di Auschwitz, è come Donald Trump. Il parallelo, volutamente iperbolico, viene fatto dal regista inglese Mick Jackson e dalla storica americana Deborah Lipstad, la vera protagonista del film ‘Denial’, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma. “Oggi il negazionismo riguarda tutti i campi: si nega che ci siano stati crimini contro l’umanità come l’Olocausto, il genocidio degli armeni o quello in Ruanda o in Cambogia – dice la studiosa, autrice del libro da cui è stato tratto il film – ma si nega anche che ci siano cambiamenti climatici o che l’attacco dell’11 settembre sia stato fatto da Bin Laden: si nega la storia scomoda. E in quest’ottica Trump ricorda Irving – aggiunge – perché, come ho detto ai miei colleghi di università prima di affrontare il processo per diffamazione che ha intentato contro di me, se si può negare la Storia, allora qualsiasi storia puo’ essere negata. E in questo il candidato repubblicano è un maestro”.

La professoressa Lipstadt, in quanto studiosa di Storia, si dice preoccupata più dal negazionismo che dalla memoria che viene persa facilmente. “Gli storici hanno il compito di risvegliare la memoria – spiega durante un incontro ristretto con la stampa a Roma insieme al regista – mentre contro il negazionismo la battaglia è improba perché investe tutti i campi, dai massacri al cambiamento climatico. Sono posizioni escogitate da persone diaboliche per loro scopi personali”. Secondo la professoressa, i negazionisti, motivati dall’odio, non si fermeranno e hanno oggi a disposizione uno strumento incontrollabile: internet. Come spiega il regista Mick Jackson, “il web è terreno fertile per teorie negazioniste. Inoltre – aggiunge – c’è un fenomeno diffuso che io chiamo dei ‘mercanti del dubbio’: scienziati che, per esempio, con un trafiletto su una presunta scoperta cercano di screditare una teoria diffusa. Oppure c’è chi come Donald Trump, dice: ‘In molti lo affermano’ senza citare chi siano questi ‘molti’. Il pericolo – aggiunge – viene da chi sa che è assurdo negare, ma insinua il dubbio”.

Il film ‘Denial’, in sala dal 17 novembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis, è stato presentato in anteprima al Festival di Toronto e, racconta il regista, è stato commentato con grande disprezzo da David Irving sul suo sito web: “Lo ha attaccato e ha storpiato il titolo, da ‘Denial’ a ‘Dental’. Dopo il processo, comunque, sembra essersi molto ridimensionato”. Deborah Lipstadt da parte sua liquida l’ex avversario in maniera netta: “ha occupato sette anni della mia vita e ora, sinceramente, non ho alcun interesse a sapere cosa pensi del film né a leggere le sue farneticazioni sul web”. (AGI)

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