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“L'Italia non è più un Paese colabrodo”. La lettera di Salvini al Corriere della Sera

“In un mese e mezzo sono sbarcate 3.716 persone, nello stesso periodo dell’anno scorso erano state 31.421”. A chi lo critica per la sua politica sui migranti al Viminale, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini risponde con i numeri. Lo fa con una lettera inviata al Corriere della Sera, lo stesso giorno in cui l’Italia ha ottenuto attenzione da parte di altri Paesi europei sull’emergenza migranti. È infatti di ieri l’apertura di Francia e Malta ad accogliere una parte dei 450 profughi provenienti dalla Libia e soccorsi al largo di Lampedusa da una nave della Guardia di Finanza e una della missione Frontex. 

“Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo”, dice il vicepremier stilando un bilancio del suo esordio al governo nazionale. Il ministro rivendica a sé il merito di aver “scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato – aggiunge – “sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd”. Cosa ha detto Salvini nella lettera al Corriere (nella quale risponde ad un editoriale del vicedirettore Antonio Polito):​

“Avrei preferito delle misure più severe fin da subito? Certo. Ma non dipendevano, come è noto, dal ministro dell’Interno. Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo. Lo stesso Polito mi riconosce ‘l’indiscutibile merito’ di aver scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd. Come?”

“Le Commissioni territoriali (quelle che devono riconoscere o meno la protezione internazionale) hanno 250 funzionari in più. Entro fine anno ne arriveranno almeno altri 170. E useremo fondi europei per tagliare la burocrazia. Risultato: sarà più veloce identificare gli immigrati. Da una parte quelli che devono essere accolti, dall’altra i clandestini. Sempre a questo proposito, abbiamo emanato una direttiva per dare criteri più stringenti per la concessione della cosiddetta ‘protezione umanitaria’. È una anomalia italiana. Sulle nostre coste si sono contati 650 mila arrivi e ora si registrano oltre 130 mila pratiche pendenti: vanno smaltite in fretta. Non solo. Entro l’anno saranno attivati i nuovi centri permanenti per i rimpatri, come scritto nel contratto di governo. L’obiettivo finale è averne almeno uno per regione”.

“Anticipo che intensificheremo il monitoraggio sui centri di accoglienza: chiuderemo quelli con i gestori coinvolti in inchieste giudiziarie. E proprio per tenere alla larga i furbetti, ridurremo le spese per l’accoglienza. Lo faremo in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nessun intento disumano: semplicemente, vogliamo uniformarci ad altri Paesi europei e togliere ossigeno a chi utilizza l’immigrazione come business. Da 35 euro al giorno per immigrato scenderemo a circa 25 — senza ridurre i servizi — con un risparmio di 500 milioni l’anno e che investiremo in sicurezza”.

“Polito sostiene che non si parla di espulsioni. Forse non se ne parla abbastanza, ma ci sto lavorando dal primo giorno. L’obiettivo a medio termine è aumentare i rimpatri volontari assistiti, tanto che il 16 luglio sarà sottoscritto con la Commissione europea il primo progetto da 6 milioni. A breve ne seguiranno altri tre. Proprio per moltiplicare le espulsioni e bloccare le partenze (e quindi evitare i morti in mare) abbiamo un piano di aiuti. In particolare per la Libia”.

“Nei prossimi mesi intendo incontrare i leader di tutti i Paesi del Nordafrica per avviare (o rinforzare) gli accordi bilaterali. E a Bruxelles abbiamo già sollevato il tema della revisione della missione internazionale Sophia, quella che si occupa della vigilanza del Mediterraneo. Non sono le solite chiacchiere: ci sarà una riunione ufficiale, il 18 luglio”.

L’Italia non può più essere il campo profughi dell’Europa, aggiunge il ministro nella sua risposta al giornale (leggi qui la lettera integrale). “E visto che vogliamo parlare di risultati, mi fa piacere ricordare la direttiva sulle spiagge sicure: per la prima volta gli enti locali avranno dei fondi per fronteggiare commercio abusivo e illegalità. Soprattutto, anticipo l’intenzione di presentare un ‘Decreto Sicurezza’ che, tra le altre cose, affronterà il tema dei cosiddetti profughi-vacanzieri. Parliamo degli stranieri che scappano dal loro Paese ma vi tornano per le ferie (eppure gli abbiamo concesso la protezione: è normale?!)”.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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