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Lite tra rom, quarantunenne muore in ospedale

(AGI) – Napoli, 21 lug. – Indagini della polizia municipale sulla morte di un rom ricoverato in ospedale per ferite riportate durante una lite avvenuta nel campo di via Galileo Ferraris, nella zona orientale di Napoli. Secondo una prima ricostruzione, la lite sarebbe avvenuta nel pomeriggio di ieri, tra occupanti del campo. Ad avere la peggio e’ stato un quarantunenne che dopo essere stato soccorso e’ stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Loreto mare. Dopo averlo visitato i medici gli hanno diagnosticato una frattura al braccio destro. Ingessato l’arto, il rom e’ stato dimesso ed ha potuto fare ritorno al campo. La mattina successiva, dopo avere denunciato il fatto, l’uomo ha fatto ritorno in ospedale per avere accusato forti dolori nella zona addominale. Ricoverato d’urgenza, per gravi lesioni interne, l’uomo e’ deceduto poco dopo. Pestato a sangue per avere difeso la figlia da due connazionali che volevano farla prostituire, prima di recarsi in ospedale, dove e’ deceduto, denuncia gli aggressori ai vigili urbani facendoli arrestare. Questa la storia, come e’ stata ricostruita dalla polizia municipale, dietro l’episodio di violenza avvenuto ieri pomeriggio nel campo rom di via Galileo Ferraris, in seguito alla quale oggi e’ morto M.C., rom di 41 anni. L’aggressione e’ avvenuta intorno alle 18: l’uomo, come la moglie, anche lei ricoverata in ospedale, attualmente in prognosi riservata, viene picchiato per essersi rifiutato di fare prostituire la figlia. I primi ad intervenire sono i vigili urbani che presidiano il campo perche’ possa essere portato a termine il provvedimento di sgombero. Il rom, insieme alla moglie, viene quindi accompagnato al pronto soccorso del Loreto mare dove riferisce ai medici di avvertire un forte dolore ad un braccio. Visitato, gli viene riscontrata una frattura al radio del braccio destro. L’uomo, quindi, chiede di essere dimesso e, dopo avere firmato il registro di uscita fa ritorno all’insediamento. Nel frattempo, gli agenti municipali che avevano avviato le prime indagini accertando quanto era accaduto lo convincono a denunciare i responsabili dell’aggressione. In compagnia della figlia, di 20 anni, il rom si reca negli uffici della polizia urbana e consente di fare identificare i due che lo avevano aggredito. Fermati, G. G, di 43 anni, e N.C., di 44 anni, devono rispondere dell’accusa di riduzione a schiavitu’, sfruttamento della prostituzione e lesioni gravissime. Sono all’incirca le 4 quando il rom esce dagli uffici. Poco dopo, l’uomo avverte forti dolori all’addome e ritorna in ospedale, dove per lesioni interne gravissime viene disposto il suo ricovero. Con il trascorrere delle ore, le sue condizioni si aggravano e nel pomeriggio il quarantunenne muore. In seguito al decesso, l’autorita’ giudiziaria ha disposto il sequestro della salma e l’acquisizione della cartella clinica. Un risvolto dell’episodio che potrebbe cambiare ed aggravare ancora di piu’ la posizione dei due rom arrestati, attualmente detenuti nel carcere di Poggioreale, con l’accusa di omicidio. Il quarantunenne rom, deceduto nel pomeriggio nella rianimazione del “Loreto mare”, si e’ recato, si apprende, tre volte in ospedale. La prima ieri pomeriggio quando poco dopo le 17 l’uomo si e’ presentato al pronto soccorso lamentando forti dolori ad un braccio. Il rom e’ stato quindi sottoposto a diversi esami clinici per i quali e’ stato disposto il suo ricovero. Ma il quarantunenne lo ha rifiutato e, dopo avere firmato per uscire, e’ andato via. Poche ore dopo, M. C. ha fatto ritorno al Loreto mare accusando dolori in varie parti del corpo. Mentre era in attesa di essere nuovamente visitato, il rom ha cambiato idea decidendo di allontanarsi. Intorno alle 4 eccolo ripresentarsi. Le sue condizioni sono apparse subito gravi motivo per il quale l’uomo e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Con il trascorrere delle ore, il suo quadro clinico e’ peggiorato ulteriormente ed e’ stato deciso per il suo ricovero nella Rianimazione, dove e’ deceduto poco prima delle 17. (AGI) .
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