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Lo avevano già trasferito da una parrocchia all’altra, ma per “necessità pastorali”. Aveva esaurito i satanassi da cercare nelle mutande

CatturaIl vescovo: «Quel prete era sotto osservazione»

 SAN MINIATO. Non dice molto di più il vescovo Fausto Tardelli rispetto a ciò che già si sapeva o si intuiva. Poche parole, risposte rapide e stringate, da cui comunque appare chiaro come il caso di don Filippo Bellini fosse noto da tempo nelle stanze della diocesi di San Miniato. Un caso conosciuto e sul quale il numero uno della diocesi aveva già puntato l’attenzione. «Diciamo solo che la situazione era sotto osservazione», ci risponde quando gli chiediamo se il servizio delle Iene lo ha colto di sorpresa o meno. Arrivato ieri mattina in piazza San Francesco, alle 11,30, come in un qualunque giorno di attività pastorale, per dare la propria benedizione alla marcia solidale del movimento Shalom, il vescovo Tardelli ha ascoltato le nostre domande con la consueta disponibilità, ma ha preferito non entrare nel dettaglio ripetendo quanto già precisato dalla diocesi in una nota ufficiale.

Non è dato sapere, ad esempio, quanto la Curia effettivamente sapesse delle “particolari” benedizioni che don Bellini praticava quando era parroco di Castelmartini. Si sa che il prete era già stato richiamato, così come gli stessi fedeli erano stati diffidati dal rivolgersi a lui per benedizioni ed esorcismi, ma non è chiaro se alle orecchie della diocesi fosse arrivata la notizia che certi “riti” si spingevano fin dentro i pantaloni dei fedeli. Il recente trasferimento, tuttavia, alla parrocchia di Fauglia e Valtriano, tra l’altro ad una certa distanza rispetto alla vecchia sede di Castelmartini, è stato visto da molti, col senno di poi, come una precisa volontà di allontanamento. Una tesi, però, che il vescovo Tardelli smentisce: «Lo spostamento da una sede all’altra – ci risponde – non è legato a questa situazione, ma il cambiamento è stato dettato dalle consuete necessità pastorali». Resta il fatto che il sacerdote è già stato sottoposto a indagine canonica, come spiegato ieri dalla stessa diocesi. Quando chiediamo, tuttavia, se l’indagine era già stata aperta prima del servizio della Iene o se nasca proprio dall’inchiesta televisiva, Tardelli preferisce dribblare la domanda tornando alla risposta di partenza: «Posso solo dire che la cosa era sotto osservazione – ripete – Per adesso preferisco attenermi a quando dichiarato in via ufficiale nel comunicato. In certi casi più parole si dicono e peggio è». Dal comunicato si apprende che la diocesi non esclude per don Bellini, in caso di recidiva, la «dimissione dallo stato clericale».

Qual che è certo è che difficilmente il parroco tornerà a dire messa nella chiesa di Fauglia. Al suo posto, stamattina, ci sarà il segretario del vescovo don Roberto Pacini. (g.p.)

http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2014/10/05/news/il-vescovo-quel-prete-era-sotto-osservazione-1.10060183

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