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Lo Chardonnay Casale del Giglio medaglia d'argento a Brouilly

Roma – Alla 23esima edizione di “Chardonnay du Monde”, la competizione internazionale che ogni anno nel Castello Ravatys, dove si produce il vino di San Pasteur Domaine Lager, a Brouilly (denominazione ai piedi di Mont Brouilly in Borgogna), seleziona i migliori Chardonnay del mondo, Casale del Giglio ha ricevuto la Medaglia d’Argento per il suo Chardonnay, introdotto nell’Agro Pontino, in provincia di Latina, dopo una sperimentazione che ha arricchito la base ampelografica del territorio. 

Lo Chardonnay di Casale del Giglio, coltivato a filari ad elevata fittezza, viene solitamente vendemmiato nei primi di settembre e, grazie alle basse rese per ceppo, si ottengono contestualmente un buon tenore di acidità ed un ottimo grado zuccherino. Un nuovo risultato che rafforza l’impronta della cantina nella ricerca, celebrata proprio nel 2015 con la ricorrenza dei “30 Anni di Ricerca e Sperimentazione” dell’Azienda. Nel 1985 Dino Santarelli ha avviato un progetto che, nel tempo, ha determinato la produzione di vini di considerevole qualità, sempre più apprezzati, anche a livello internazionale. Negli anni Novanta, Antonio Santarelli, seguendo l’intuito paterno, ha portato avanti il lavoro con passione su quasi 60 varietà di vitigni diversi, con la preziosa collaborazione dell’enologo trentino, Paolo Tiefenthaler, che dal 1988 è il loro Direttore Tecnico. La sperimentazione vinicola si è concentrata, dapprima, internamente in Azienda, con l’introduzione sul territorio dell’Agro Pontino di vigneti provenienti da Bordeaux. I primi tangibili riscontri si sono avuti sul Cabernet Sauvignon e il Petit Verdot, con un adattamento positivo al microclima locale. 

Ad oggi, la Casale del Giglio possiede 180 ettari di vigneto riconvertiti, e diverse sono le varietà introdotte, tutte caratterizzate dall’interazione qualitativa “Vitigno-Territorio”.  L’attuale produzione offre una gamma di 21 prodotti da monovitigni e da assemblaggi (bianchi, rossi, un rosato, una Vendemmia Tardiva, tre grappe e un olio). Ragguardevoli risultati sono stati raggiunti, dalle uve rosse Syrah, Petit Verdot, Tempranillo, e dalle bianche Chardonnay, Viognier e Petit Manseng. (AGI)

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