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Lo Porto: Obama sapeva e non avverti'Renzi. Premier smorza polemiche

(AGI) – Roma, 24 apr. – Il giorno in cui, venerdi’ scorso, il presidente americano Barack Obama, ricevette il premier, Matteo Renzi alla Casa Bianca, gia’ sapeva della morte del cooperante italiano, Giovanni Lo Porto, ma non gli disse nulla. A rivelare il particolare e’ il New York Times. Ma il premier Renzi ha gia’ voluto smorzare le polemiche. “La certezza che i corpi fossero dei due cooperanti noi l’abbiamo avuta mercoledi’, e credo anche gli americani”. E poi ha aggiunto: “La Cia ha commesso un tragico errore e ho apprezzato che Obama non abbia fatto giri di parole e si sia assunto la responsabilita’. Se poi c’e’ chi vuole fare polemica sugli orari…”. Quanto al padre del giovane cooperante sicialiano, Vito Lo Porto, che ha parlato di ostaggi di “serie A e B”, il premier ha ribattuto che “la Farnesina ha fatto di tutto in questi anni” dando “alla famiglia le prove che era in vita”. “Io capisco il dolore della famiglia, non capisco la polemica politica”., ha osservato, assicurando che il governo fara’ di tutto per riportare in patria il corpo di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano. Si tinge dunque di una coda polemica la notizia della morte dell’ostaggio italiano. Secondo il quotidiano americano, “i funzionari di intelligence fecero il rapporto a Obama la scorsa settimana”, scrive il quotidiano americano. “Obama ordino’ che l’episodio venisse declassificato ma non disse nulla al premier Renzi”. La telefonata dal presidente americano a Palazzo Chigi per informare il governo italiano dell’accaduto e’ infatti arrivata mercoledi’ in tarda serata. Le agenzie di intelligence avevano saputo che Warren Weinstein, il cooperante americano rimasto ucciso insieme a Lo Porto, era morto subito dopo il raid nel gennaio scorso, ma non era chiaro come; e ipotizzarono che potesse essere deceduto nel corso di un attacco americano, durante un’operazione militare pakistana oppure in mano ai suoi rapitori. Ma ci volle tempo per mettere insieme il puzzle e collegare il decesso di Lo Porto e Weinstein al raid di un drone americano contro un compound al confine tra Afghanistan e Pakistan. “E solo la scorsa settimana i funzionari di intelligence fecero rapporto a Obama”, sempre secondo il Nyt. Nella mattinata il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, aveva fornito al Parlamento la versione del governo, spiegando che la notizia della morte del giovane era stata comunicata da Obama a Renzi il 22 aprile sera, dopo “verifiche durate tre mesi a causa delle difficolta’ di accesso alla zona di guerra”. Parlando in aula semi-deserta, nonostante il governo avesse risposto immediatamente alla richiesta delle opposizioni di chiarire la vicenda, Gentiloni ha spiegato che per l’amministrazione Obama “non vi erano informazioni che lasciassero prevedere che ci fossero i due ostaggi occidentali” nel compound colpito dal bombardamento. Ricordando Lo Porto come “un volontario generoso ed esperto” che “ha vissuto dedicandosi agli altri”, il titolare della Farnesina ha riferito che l’ultima prova che fosse ancora in vita risaliva “allo scorso autunno”, ma poi le azioni militari nell’area di confine tra Afghanistan e Pakistan si sono fatte “sempre piu’ frequenti”; e “tali azioni hanno reso ancora piu’ complessa l’attivita’ di acquisizione” di informazioni sul terreno. Adesso comunque e’ trapelato che Barack Obama sta riesaminando la strategia antiterrorismo basata sull’impiego dei droni e si interroga sui rischi che comportano i raid degli aerei senza pilota. Per anni i consiglieri del presidente hanno detto che simili errori non si sarebbero mai verificati. “Quello che e’ accaduto solleva ulteriori interrogativi su quali ulteriori modifiche siano necessarie nelle linee guida” della strategia antiterrorismo”, ammettono alla Casa Bianca. (AGI) .
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