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Lo scandalo molestie sessuali adesso ha colpito anche la Disney 

L’ultima testa a quasi cadere per molestie sessuali è il direttore creativo della Disney-Pixar, il geniale John Lasseter, 60 anni, che si è preso un periodo di riposo sabatico di 6 mesi dopo aver confessato di aver commesso quelli che definisci “gesti non voluti” che hanno oltrepassato la linea con sue collaboratrici. Secondo Hollywood Reporter le attrici Rashida Jones e la co-sceneggiatrice di “Toy Story 4” si sono dimesse dopo una serie di avance non gradite da parte di Lasseter. 

“Voglio chiedere scusa – ha scritto Lasseter – a chiunque sia mai stata toccata da me con gesti che hanno oltrepassato la linea in qualsiasi forma e modo. Non importa quali fossero le mie intenzioni, chiunque ha diritto a fissare i limiti che nessuno può oltrepassare e che debbono essere rispettati”. La Disney, che acquistò la Pixar creata da Lasseter, Steve Jobs e Ed Catmull, per 7,2 miliardi di dollari nel 2006, ha subito preso le difese della sua ‘gallina dalle uova d’oro’. Dopo aver dichiarato che è impegnata a mantene un clima in cui tutti i dipendenti sono rispetttati e possono fare al meglio il loro lavoro ha aggiunto: “Apprezziamo il candore di John (Lasseter) e le sue sincere scuse e sosteniamo la sua scelta di prendere un congedo dal lavoro”, ha riferito la società di Topolino e Paperino.

In sintesi Lasseter non corre – salvo sorprese ulteriori – il rischio di fare la fine di Harvvey Weinstein, l’ex re Mida di Hollyqood che, è stato accusato, di aver ha molestato e in qualche caso stuprato attrici e sue dipendenti per oltre 30 anni. Weinstein che da quando il 5 ottobre il New York Times diede la notizia per primo, è caduto in disgrazia, licenziato dalla società che aveva co-fondato con il fratello Bob e da questo fatto espellere dall’associazione che assegna gli Oscar. Scandalo che ha dato la stura allo tsunami dinlegittime denunce dei potenti in ogni settore, tv, politica, media, negli Usa, da parte di donne molestate e finora rimaste in silenzio temendo lil clima di complicità ed il potere di chi aveva abusato di loro.

Lasseter, oltre ad aver ammesso episodi di portata minore, è troppo importante per Disney che quando acquisto la Pixar grazie a Lasseter riusci a tornare a galla e a riprodurre utili nel settore in cui il fondatore Walt Disney la fece nascere: l’animazione. Quando nel 1995 venne trasmesso il primo “Toy Story” della Pixar, che usava l’animazione al computer in un modo così raffinato da lasciare il mondo a bocca aperta, si rivelò subito un successo.

L’attuale capo di Disney, Robert Iger, dopò l’acquisizione nominò Lasseter e Catmull responsabili di tutto il settore creativo sia di Pixar che della sezione film d’animazione della Disney. Iger ha spesso riconosciuto da prodotti della Pixar di aver salvato il cinema d’animazione con successi come “Frozen” nel 2013 e anche “Cars” e “Alla ricerca di Nemo”. A conferma che Lasseter non sarà un nuovo caso Weinstein – salvo sorprese – il fatto che dopo la notizia del congedo ‘volontariò il titolo Disney abbia guadagnato lo 0,2% chiudendo le contrattazioni a 103 dollari per azione.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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