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Lo schiavismo dell’immaginario e la colonizzazione delle coscienze

DI ROSANNA SPADINI –

comedonchisciotte.org .

Le considerazioni di Eugenio Orso nel suo ultimo post sulla crisi della controinformazione sono molto interessanti e offrono molti spunti di riflessione … ci si chiede infatti cosa possa essere successo di così efficace da decerebrare le coscienze degli italiani, che pure hanno reagito in tanti momenti della storia (siamo in prossimità del 25 aprile, retroscena capitalistici americani esclusi). Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici ? Che cosa impedisce agli strumenti della controinformazione di resistere al buco nero che la sta fatalmente attraendo ? Ma soprattutto perché non riusciamo a tener vivo un pensiero critico determinante per il cambiamento ? Credo che l’analisi debba essere necessariamente complessa e toccare molti punti nevralgici del sistema geopolitico attuale, sia sul piano sociale, politico, finanziario, economico, culturale …

La colonizzazione è una storia atroce di prepotenze e di atti di forza, di guerre, di tentativi di subordinazione di altri Paesi. Ma in che cosa consiste la colonizzazione del pensiero critico? Il colonizzatore non ambisce solo ad appropriarsi delle risorse del territorio, vuole anche cambiare il modo di pensare delle popolazioni, vuole cambiare l’immaginario collettivo. Naturalmente per arrivare al proprio scopo deve attrarre la condiscendenza, deve scongiurare una possibile resistenza, e provocare l’accettazione di un fatale destino. Lo schiavismo moderno, a differenza di quello storico, viene indotto nella consueta pratica di vita, dopo aver sedotto lo schiavo con una promessa di riscatto mai soddisfatta.

Da diversi anni ormai il sistema capitalistico si è finanziarizzato, anche grazie all’uso delle nuove tecnologie digitali, giungendo così alla sua attuale versione di finanzcapitalismo, in cui la produzione di denaro dal denaro stesso, non ha più bisogno dell’intelligenza dell’uomo, della sua autonomia di giudizio, della sua libertà di pensiero … ma ha bisogno invece di numerosi schiavi consumatori e spettatori, che siano disposti ad orgasmare per l’acquisto di uno smartphone, restando assolutamente indifferenti all’esproprio da parte del capitale privato del welfare pubblico, alla distruzione dell’ecosistema da parte dei potentati del petrolio e allo sfruttamento del lavoro, sottopagato e precario, da parte delle lobby di potere.

Quindi le nuove tecnologie rappresentano uno strumento potentissimo nelle mani del potere costituito, capace di sedurre gli schiavi consumatori, senza bisogno di guerre, e di indurli ad una sorta di appagamento apparente, che sana le loro possibile ansie di rivolta, addomestica le loro coscienze e riproduce in versione postmoderna, apparentemente priva di violenza, una nuova colonizzazione dell’immaginario e delle coscienze. E dunque siamo indotti a usare l’ultimo iphone, come uno strumento attraente, divertente ed utile per tantissime operazioni.

Google, per esempio, e Facebook sono due imprese che forniscono delle piattaforme utilizzate ormai a livello globale, e allo stesso tempo straordinariamente anomale, proprio perché pur essendo gratuite, fanno i più alti fatturati del mondo. Come fa Facebook a fare il suo altissimo fatturato con appena 25.000 lavoratori? Come fa Google, che ne ha 50.000 ma nell’intero gruppo, quindi circa 200 aziende?

Il popolo degli utilizzatori è molto vasto, e all’interno di Google si producono miliardi di documenti. I miliardi di dati catturati quindi dal motore di ricerca sono preziosi … perché possono rappresentare i desideri e le necessità delle persone di questo pianeta, quindi il sistema può estrarre, tutti i dati di coloro che chiedono per esempio farmaci, o musica, o vestiti o libri, per mezzo di un semplice algoritmo, è capace di estrarre dei dati, che vanno a formare dei profili della tendenza di consumo: gusti musicali, sessuali, della moda ecc. A questo punto Google può andare da chi produce farmaci, musica, vestiti, libri, qualsiasi cosa… e venderglieli.
Quindi noi offriamo gratuitamente la nostra domanda/ricerca a Google, ma in realtà le attribuiamo un potere enorme, quello di disporre del nostro profilo e di poter mercificare i nostri desidei e le nostre ansie. Lo schiavismo appunto dell’immaginario e la colonozzazione delle coscienze.

C’è un problema però, per la prima volta siamo di fronte ad un’oligarchia globalizzata, cioè non è italiana, tedesca, francese … ma è americana, ed è anche un po’ araba e cinese , comunque è un’oligarchia che ragiona in termini di mondo. Ad Amazon non interessa molto vendere i suoi prodotti in Spagna piuttosto che in Grecia, interessa vendere in tutte le parti del globo, difendere un sistema dentro il quale le persone diventano insieme utilizzatori dei servizi e riproduttori del sistema stesso … è il principio delle manette americane di nuova invenzione, se muovi i polsi, le manette si stringono di più.

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