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Lo scontro continuo tra Turchia e Germania non promette nulla di buono

L’ennesima polemica tra Turchia e Germania si sta consumando dalla detenzione di sei attivisti di Amnesty International. Destino ha voluto che tra gli arrestati vi fosse un tedesco Peter Steudtner, una circostanza che ha spinto la cancelliera Angela Merkel a protestare e il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel a interrompere bruscamente le vacanze in seguito alla convocazione dell’ambasciatore turco da parte della autorità di Berlino.

‘La Turchia è un posto poco sicuro’

Da un lato la gravità del fatto, dall’altro le vacanze sospese, Gabriel stavolta ha usato toni meno pacati del solito, minacciando Ankara di sospendere il versamento dei soldi promessi nell’ambito dell’accordo sui migranti e definendo la Turchia un posto ormai “poco sicuro” sia per investitori che turisti tedeschi. Una frase, quest’ultima, che non può non andare dritto al cuore della questione, poiché la Germania è il primo partner commerciale di Ankara e i turisti tedeschi da anni vantano il record di presenze in Turchia. Ankara è ormai abituata alla lotta corpo a corpo e, pur con il presidente Recep Tayyip Erdogan impegnato in un viaggio nel Golfo Persico, la risposta non si è fatta attendere.

‘Inaccettabile il tentativo di condizionarci’

“Inaccettabile tentativo di condizionare il sistema giudiziario”. La risposta del ministero degli Esteri. “Non abbiamo alcun problema con i tedeschi, ma nessuno, nè in Germania né in Europa, può permettersi di dirci cosa è giusto o sbagliato”, ha tuonato il portavoce di Erdogan Ibrahim Kalin. Si tratta dell’ultimo di una serie di attriti che hanno condizionato i rapporti tra i due Paesi in un muro contro muro che ha causato reazioni a catena e ripicche di basso profilo nel corso degli ultimi mesi.

Come avviene la lotta a colpi di divieti

Appena 45 giorni fa il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu dichiarava : “Abbiamo deciso di non accordare il permesso a visitare la base di Incirlik a parlamentari tedeschi, è una nostra base e decidiamo noi, ma possono visitare la base di Konya quando vogliono”. Appena una settimana fa il dietrofront: divieto ai parlamentari tedeschi di vistare anche la base di Konya. Sarà un caso ma il cambio di direzione è avvenuto dopo che le autorità tedesche avevano vietato a Erdogan “qualsiasi attività al di fuori di quelle previste dal G20” tenutesi ad Amburgo, ma soprattutto hanno vietato ai tre milioni di cittadini turchi residenti in Germania la celebrazione dell’anniversario del golpe del 15 luglio 2016.

Una celebrazione a cui avrebbero voluto partecipare anche dei ministri turchi, se non fosse che Berlino ha detto no. 
Una storia simile riguarda la base di Incirlik, situata nel sud del Paese utilizzata per la lotta all’Isis. Anche qui l’ostinazione con cui Ankara ha vietato il permesso a visitare la base a parlamentari tedeschi trova la propria origine in un altro divieto, stavolta opposto da Berlino ai ministr intenzionati a fare campagna elettorale presso la comunità turca in Germania. Le autorità tedesche hanno vietato anche il permesso di atterrare agli aerei dei ministri, provocando le stesse scelte da parte di Austria e Olanda e la rabbia di Erdogan che ha definito, piu’ volte “Nazisti” i tedeschi. Peggiore offesa non poteva esserci. 

Deniz Yucel, Steudtner e i terroristi di Ankara

Ancora più spinosa la questione riguardante il giornalista di Die Welt Deniz Yucel. Turco-tedesco, si trova in carcere dallo scorso febbraio perchè accusato di essere una spia. La sua situazione è per certi versi paragonabile a quella dell’attivista di Amnesty, accusato di “aver posto in essere attività a favore di organizzazione terroristica, senza esserne membro”.

Secondo Erdogan una spia e un terrorista, per i quali “la magistratura turca indagherà, in totale indipendenza”. Una frase che Erdogan ha ripetuto spesso, ispirata niente di meno che da Angela Merkel. Il presidente turco nei mesi precedenti la detenzione di Yucel ha ricordato alla cancelliera tedesca che “quattro mila terroristi curdi del Pkk vivono in Germania” sentendosi puntualmente rispondere: “La magistratura tedesca indagherà, in totale indipendenza”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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