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Lo strano incidente di Salisbury e i dubbi sul caso Skripal

La contea di Wiltshire è celebre per ospitare alcune cattedrali tra i più celebri esempi di stile gotico inglese e le rovine di Stonehenge, tra le più grandi attrazioni turistiche del Regno Unito. Sul suo territorio si trovano però anche due delle installazioni militari più delicate del Paese. Una è il Centro Chimico, Biologico, Radiologico e Nucleare della Difesa (Cbrn), sei chilometri a Nordest da Salisbury, nato nel 1917 per ospitare le attività di ricerca sulle armi chimiche e, successivamente, focalizzato sui sistemi di difesa da attacchi nucleari. L’altro è il polo di Porton Down (del quale il Cbrn era in origine una divisione), che ospita il Laboratorio di Scienza e Tecnologia della Difesa (Dstl), la struttura militare più segreta e controversa della Gran Bretagna, dove, tra le altre cose, vengono sintetizzati o sperimentati agenti chimici in mano ad altri Stati per poter studiare antidoti e modalità di difesa.

È a Porton Down, per esempio, che nel 2013 furono testati campioni di gas Sarin giunti dalla Siria, dopo che il governo di Damasco, su consiglio della Russia, aveva accettato di smantellare il suo arsenale per evitare nuove accuse di attacchi contro i civili. È a Porton Down che viene prodotto gas mostarda analogo a quello che Saddam Hussein utilizzò nel 1988 contro i curdi. È a Porton Down, negli anni ’50, che furono sintetizzati il gas lacrimogeno utilizzato ancor oggi dalle forze di polizia ai quattro angoli del globo e il ben più micidiale VX, uno dei gas nervini più letali mai creati. Ed è nella vicina Amesbury che, lo scorso 30 giugno un uomo e una donna sono stati trovati esanimi, intossicati da “una sostanza sconosciuta”, a poche miglia da Salisbury, dove, lo scorso 4 marzo, l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Julia furono trovati avvelenati da un agente chimico. Non lasciarsi cogliere dalla suggestione di un collegamento tra i due eventi è davvero impossibile. Anche perché a non escludere che anche questa volta c’entri del gas nervino sono le stesse forze di polizia

Le domande senza risposta sull’avvelenamento degli Skripal

Ancora prima che l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) e gli stessi tecnici di Porton Down effettuassero le analisi sulla scena dell’avvelenamento degli Skripal, il governo di Londra puntò il dito su Mosca, accusandola di aver cercato di eliminare l’ex spia e sua figlia con del gas nervino del tipo Novichok. Il 14 marzo May espelle 23 diplomatici russi, seguita da numerosi Paesi europei, Italia compresa. Ciò senza mostrare, però, ancora alcuna prova. I tecnici dell’Opac sarebbero arrivati a Londra solo una settimana dopo, il 21 marzo. I campioni vengono esaminati a Porton Down. Il giorno dopo Boris Johnson si produce in una gaffe delle sue. Sul profilo Twitter del Foreign Office appare un post nel quale il ministro degli Esteri britannico afferma che dalle analisi è emerso che ad aver avvelenato gli Skripal è stato gas Novichok di produzione russa. Ovviamente serve molto più tempo per giungere a simili conclusioni.

Il tweet viene cancellato ma non smetterà di imbarazzare Johnson: l’ambasciata russa salva uno screenshot e lo ripropone il 4 aprile successivo. Lo stesso giorno Gary Aitkenhead, il capo del laboratorio di Porton Down, aveva dichiarato a Sky News che era impossibile stabilire se il gas nervino utilizzato nell’attentato fosse stato prodotto o meno in Russia. Emergono sempre più falle nelle accuse di Londra, sebbene non fosse esente da omissioni e contraddizioni nemmeno la ricostruzione di Mosca che a un certo punto, contro ogni evidenza, aveva sostenuto di non aver mai prodotto il Novichok. Una settimana dopo arriva il verdetto dell’Opac, che “conferma le conclusioni del Regno Unito sull’identità dell’agente tossico” senza citare esplicitamente il Novichok, come invece aveva fatto Porton Down. Due giorni dopo arriva la notizia secondo la quale Skripal non è più in condizioni critiche. La stampa britannica inizia a far suoi i dubbi avanzati dal Cremlino. “Come può Skripal non essere più in condizioni critiche a un mese da un attacco tramite un agente al quale non dovrebbe nemmeno essere sopravvissuto?”, si domanda l’Independent. Sei settimane dopo Julia viene dimessa. Ed esprime il desiderio di tornare in Russia. Dove, quindi, non riterrebbe di avere di che temere.

Danni collaterali

Novichok o non Novichok, l’incidente del 30 giugno spinge in particolare a riconsiderare la tesi di Mosca secondo la quale la sostanza tossica che ha avvelenato gli Skripal possa essere uscita dal Cbrn o dalla stessa Porton Down, ipotesi che Londra aveva smentito con decisione. “Non c’è niente di simile che potrebbe essere arrivato da noi o lasciato le quattro mura della nostra struttura”, disse Aitkenhead. Ma se a Porton Down vengono testati a scopo difensivo agenti chimici in mano a forze potenzialmente ostili, sarebbe semplicemente logico che tra quelle mura possano essere presenti anche campioni di Novichok, magari forniti da qualche ex Kgb caduto in disgrazia in patria e riparato in Inghilterra, come Skripal. Ciò, come è ovvio, non può portare automaticamente a sostenere che si tratti di una messinscena organizzata da Londra per attaccare Putin. Però è sicuramente probabile che il gas che ha colpito gli Skripal sia uscito da Porton Down, così come l’agente che ha avvelenato i due individui trovati svenuti nella loro abitazione il 30 giugno. Certo, gli esami sulla coppia devono essere ancora conclusi. Ma i primi test sembrano già aver escluso un’intossicazione dovuta a sostanze stupefacenti. E, soprattutto, non sarebbe la prima volta che gli agenti custoditi a Porton Down vengono utilizzati con eccesso di disinvoltura, sebbene sembri un eccesso di dietrologia sottolineare la concidenza con l’Operazione Toxic Dagger, iniziata a metà febbraio nella piana di Salisbury e durata tre settimane (l’esercitazione aveva come scopo prepararsi a un possibile attacco terroristico con armi non convenzionali e il suo culmine era stato un attacco simulato a un deposito di gas Sarin ma, per quanto i dettagli dell’operazione siano riservati, al netto di qualche indiscrezione, pare pacifico che non si trattasse di un vero deposito). 

Se Porton Down ha già di per sé una fama sinistra per gli esperimenti con armi chimiche su cavie umane (migliaia, secondo il Guardian) avvenuti nel dopoguerra – a partire dal celebre caso di Ronald Madisson, ucciso dal sarin – si contano anche in passato casi di esposizione accidentale, sebbene ad armi batteriologiche. Un caso celebre è quello dell’isola di Gruinard, dove nel 1942 fu sperimentato un attacco con dell’antrace. Negli anni ’80 un gruppo di attivisti raccolse dei campioni nell’area, disabitata dagli anni ’20, e si scoprì che le spore erano ancora attive. Il governo fu costretto a decontaminare l’area. Certo, l’isola era disabitata dagli anni ’20. Non altrettanto si può dire delle 750 operazioni segrete nelle quali, durante la Guerra Fredda, migliaia di cittadini furono irrorati a loro insaputa con agenti chimici (solfito di zinco e cadmio) e biologici (Bacillus Globigii ed Escherichia Coli) allo scopo di simulare un possibile attacco chimico o batteriologico dalla Russia. Gli agenti utilizzati non saranno stati sarin o antrace ma le conseguenze sulla salute della popolazione non saranno state certo trascurabili, soprattutto nel 1964, quando il teatro dell’esperimento con il Bacillus Globigii fu la metropolitana di Londra. Nel 1952, al largo delle coste scozzesi, fu invece immesso nell’aria addirittura il bacillo della peste. Pazienza per quei pescatori che nel frattempo passavano di lì. Il ministero della Difesa inizierà ad ammettere le sue responsabilità in maniera esplicita solo nel 2002, con la diffusione di un rapporto di 60 pagine che dettaglia 100 esperimenti che hanno avuto un impatto sui civili. Da allora la leggenda nera di Porton Down si è solo rafforzata. E sulla natura delle attività del centro rimane una spessa coltre di riservatezza. Nondimeno, capire se, come e perché agenti nocivi possano essere usciti da quelle mura e avere eventualmente colpito gli Skripal e la sventurata coppia di Salisbury è al momento difficile, se non impossibile.

@CiccioRusso_Agi

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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