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Lorenzin, l’eterologa è mia e la gestisco io

Lorenzin, l'eterologa è mia e la gestisco ioFatto Quotidiano

8 Ago 2014

Furio Colombo

Caro Furio Colombo, come fa la Lorenzin, benché casuale ministro della salute, a dire che la sulla fecondazione eterologa decide lei, ovvero la loro legge, e non la sentenza? Una sentenza non è “erga omnes” quando sancisce principi?  Valeria 

 

Nella storia ci sono varie cose che stupiscono, Una, certo, è che il Pd vada a fare governo comune con Forza Italia (così tutto è nato) per trovarsi e tenersi la Lorenzin come ministro della Salute. La cosa potrebbe avere un minimo di senso se si trattasse di un esperto. Invece si tratta di una mini-ideologa. Ha diritto di esserlo, ma a nome e per conto di noi tutti? È abbastanza grave che non ci sia risposta. Poi c`è il suo disappunto per la sentenza. Tutti i conservatori di finta religiosità e di forte impegno contro la autonomia e libertà delle donne, si affannano a inserire limiti di tutti i tipi. Così era nata la Legge 40. L`impegno di questa gente, che sarebbe il governo, è di far apparire dette al vento e dette a vuoto le affermazioni di Filomena Gallo (presidente della Associazione Luca Cosconi, che guida la campagna a nome del Partito Radicale) sul senso e la efficacia della sentenza che smantella la incedibile Legge 40.

La sentenza di cui stiamo parlando, infatti, rende civili e normali le procedure per la fecondazione anche in Italia. Ma se certe  cose non vanno bene a Lupi, ministro protettore delle Infrastrutture (per esempio rivedere le concessioni senza concorrenza per certe autostrade) certe altre cose non vanno bene a Lorenzin, per esempio che una sentenza sensata corregga una legge insensata. Ovvero ciascuno è lì per rappresentare, non solo a nome della destra da cui i due vengono, ma a nome di tutto il governo unito, ciò che si può accettare e ciò che si deve rifiutare. E così la Lorenzin , in un Parlamento che è arretrato di 800 leggi, quanto a norme regolamentari, e a decine di decreti del creativo governo Renzi, da convertire in legge, toccherà di fare subito, a immagine e somiglianza dei finti credenti, una nuova legge costellata di proibizioni e il più possibile simile a quella respinta dal tribunale. Non domandatevi per chi suona la Lorenzin. Domandatevi da chi e perché viene fatta suonare. E se dice che “le leggi le fa il Parlamento e non i tribunali” ricordatele che in un Paese sicuramente democratico come gli Usa, il riconoscimento dei diritti civili, il diritto delle donne di decidere sulla procreazione e persino la proclamazione di un presidente degli Stati Uniti (George W. Bush) è stata opera di giudici e non del Congresso. 

Fonte

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