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Loris, anche Santa Croce condanna Veronica "ma ora basta clamore"

Ragusa – Nel canalone di Santa Croce Camerina, dove quasi due anni fa è stato trovato il corpicino di Loris, le piantine sono state messe da poco ai piedi della lapide che lo ricorda; e resiste un collage di foto che ha al centro un cuore e la scritta in stampatello “La tua mamma”. Sul campanello di via Garibaldi 82, ci sono ancora i due cognomi, Stival e Panarello. Le persiane sono chiuse. In piazza poco movimento. Gruppi di anziani discutono della sentenza che ieri ha condannato Veronica Panarello a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio di otto anni.

Sono molti i colpevolisti, ma tutti chiedono adesso di spegnere i riflettori. Dice il sindaco Franca Iurato: “Questa vicenda non ha bisogno dei miei commenti. Loris non ha avuto la possibilità di diventare adulto e noi ne conserveremo la memoria intitolandogli, quando finirà questo clamore, la nuova palestra tensostatica che abbiamo realizzato con il progetto europeo ‘Io gioco legale’, vicino al campo sportivo”. Fondi europei perché dopo due anni un centro per i bambini di Santa Croce, promesso dal governatore Rosario Crocetta, ancora non c’è. “Rispondo delle mie e non delle promesse altrui, avrà avuto delle difficoltà, io quello che ho promesso ho mantenuto”, taglia corto il primo cittadino. Con la sua indennità ha comprato e donato alla famiglia il lotto cimiteriale dove è sepolto Loris: “Fatto con la mia indennità, in nome della comunita’”.

Corrado Zisa in piazza ricorda il momento in cui la figlia lo avvisòdel ritrovamento del piccolo: “Siamo rimasti sconvolti, qui ci conosciamo tutti. La mamma la vedevo con i bimbi quando li accompagnava, anche in piazza. Nessuno poteva immaginare una cosa del genere. I giudici hanno detto che è stata lei. Hanno avuto carte e modi per giudicare”. Saro Brullo, per anni impiegato all’anagrafe del Comune, di bimbi e nascite ne ha registrati tanti: “Il bambino forse ora potrà avere pace, credo che lei sia coinvolta, ma se c’era un’altra persona lo saprà solo lei. Forse voleva mettere il papà contro il figlio e il figlio contro il padre…”. In piazza non c’è molta voglia di parlare. “E’ stata lei”, ripetono alcune voci che altro non aggiungono. Il consigliere comunale Gaetano Pernice sottolinea: “Rispettiamo la sentenza e non dimentichiamo il dramma di papà Davide che nel giro di niente ha visto distrutto tutto ciò che aveva, con un figlio piccolo che inizia a fare domande… E’ questo il dramma nel dramma. La sentenza la fa il giudice e va rispettata”. (AGI) 

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