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L’oro olimpico fa gola al Fisco: sugli atleti pende la victory tax

Il Fisco non fa sconti nemmeno agli azzurri. L’oro premiato con 170mila euro viene stangato con una tassazione al 20%

La gloria, sicuramente. La felicità di essere sul podio più alto, la cima del mondo. Ma anche la gratificazione economica di 189.800 dollari (170mila euro).

C’è tutto questo per gli atleti azzurri che vincono l’oro alle Olimpiadi di Rio 2016. Ma, al loro ritorno in Italia, incomberà sulla loro medaglia quella che gli americani chiamano, con una punta di orrore e schifo, la “victory tax”. È la tassa sul premio agli atleti che ai Giochi hanno primeggiato dando lustro al proprio Paese davanti agli occhi di tutto il mondo. Il Fisco italiano, ovviamente, non si chiama fuori e fra qualche giorno andrà dai nostri atleti a chiedere il 20% della vittoria.

Da un’indagine svolta da Italia Oggi è emerso che “sul gradino più alto del podio, per quanto riguarda i compensi, ci sono gli atleti serbi che incassano 400 mila dollari. Il premio però sconta una victory tax (come la chiamano negli Usa) con un balzello del 15% (per la medaglia d’oro). Al secondo posto per entità di premio ma anche per livello di tassazione – si legge ancora – gli atleti tricolore che tornano a casa con un premio di 189.800 dollari (170 mila euro) tassati al 20% (premio elargito dal Coni) e infine al terzo posto gli atleti dell’Estonia che ricevono 102 mila dollari liberi da oneri fiscali e quindi esentasse”. Agli atleti italiani, insomma, non sarà dato godersi al cento per cento la vittoria. Il Fisco arrogherà per sé una parte del bottino.

Certo, non è nobile parlare di vittoria in denaro quando un atleta ha vinto l’oro olimpico. Ma bisognerà pur campare. E i nostri atleti campano di quello: lo sport con le sue vittorie. In America, dove tutte le tasse sono odiate, la victory tax è sempre stata invisa ai più. Tanto che in questi giorni i senatori hanno già messo a punto una proposta di legge per eliminarla. Va, tuttavia, detto che nel mondo c’è sempre chi se la passa peggio. Gli inglesi, per esempio, non beccano un solo quattrino se vincono l’oro. Devono accontentarsi dei 12mila dollari che ricavano dai diritti di immagine che gli sono corrisposti per la stampa di un francobollo celebrativo. Gli svedesi, invece, non incassano nemmeno quello. Per loro solo la gloria della medaglia.

http://www.ilgiornale.it/news/economia/loro-olimpico-fa-gola-fisco-sugli-atleti-pende-victory-tax-1296464.html

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