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L'ospite dei 5Stelle gela il Meeting

RIMINI. Erano una cortina fumogena, sui blog grillini, gli insulti contro “l’Ufo che entra al Meeting”, contro “il cittadino deputato che crede di restare pulito entrando nella cloaca di Cielle”. Mattia Fantinati, alla Camera con il M5S, sta ancora parlando al convegno su «la politica per chi, la politica per cosa» e già le sue parole vengono lanciate sul blog di Grillo, con gli elogi del grande capo. «Fantinati le canta a Cl senza paura». Un pugno allo stomaco, questo siluro telecomandato che arriva alla fiera di Rimini. Ed esplode in una sala dove parlamentari (Pd, Ap, Fi, Gruppo misto) dell'”l’intergruppo per la solidarietà” sembrano frati conventuali che parlano del bene fatto in passato e di quello ancora da fare. Anche il deputato M5S, pur precisando subito di “«non essere alla ricerca di applausi e consensi», sembra in linea con l’atmosfera del Meeting. «Siamo nati il 4 ottobre come San Francesco. Abbiamo fatto la marcia ad Assisi…».
Subito dopo, il botto. «Sono qui per denunciare come Comunione e Liberazione, la più potente lobby italiana, abbia trasformato l’esperienza spirituale in un paravento di interessi personali, finalizzati sempre a denaro e potere». Bordata di fischi, non troppo forte. «Non esiste una politica cristiana. Esiste un cristiano che fa politica». E qui il deputato grillino si prende anche un piccolo e solitario applauso. «Avete generato un potere politico capace di influenzare sanità, scuole private cattoliche, università e appalti». Raffaello Vignali, deputato Ap di Cl, riesce a frenare i suoi. «Lasciate parlare, è stato invitato da noi».
Continua l’attacco a palle incatenate. «Sempre dalla parte dei potenti, sempre in nome di Dio. Avete applaudito Andreotti, non perché andava a messa ma perché seguiva la vostra linea: inciucio sempre e comunque. Dopo di lui avete osannato il suo rampollo Silvio, con le sue condanne e la sua vita non proprio da valori cattolici. Tappeti rossi anche per “il Celeste”, accusato di tangenti e con vacanze pagate dai lobbisti. Distributore di appalti a destra e sinistra ai soliti amici della casta, che forse sarebbe più giusto chiamare cosca”. Trent’anni di Cielle in tre cartelle, che però fanno male. «Caduto il Celeste, vi siete girati verso i governi dell’inciucio Letta e del premier attuale, che sono uguali…Avete avuto due ministri, Mauro alla guerra e Lupi alla cementificazione. Dal primo la spinta verso gli armamenti era garantita: Finmeccanica, uno dei vostri sponsor, ringrazia. Con Lupi avevate la certezza dello sblocco degli appalti per la Compagnia delle Opere, vostro braccio armato, un giro d’affari da 70 miliardi…». Accuse anche a Intesa San Paolo, Eni, Nestlè.
«Mattia, la prova che Cielle non è così – cerca di parare il colpo Raffaello Vignali – sta nel fatto che abbiamo invitato anche te». Qualche fischio all’uscita ma il deputato grillino esce subito nel parcheggio. «Pezzo di m. – gli grida uno studente, Mario N. di Cuneo – guarda come corre via». «Ho avuto un attimo di rabbia – spiega – perché ci ha feriti».
Jenner Meletti

(Repubblica 27 agosto)

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