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L’otto per mille alla Chiesa cattolica scende sotto il miliardo. Ma crescono le firme

“Adista” –
n. 21, 3 giugno 2017 –
Luca Kocci –

Cala l’otto per mille assegnato alla Chiesa cattolica nel 2017. Si tratta di una diminuzione significativa: 32 milioni di euro. La cifra resta comunque di gran lunga la più alta fra i percettori dell’otto per mille (986.070.000 euro), ma – tranne l’eccezione del 2015, con 995 milioni – era dal 2009 (968 milioni) che la Chiesa cattolica non scendeva al di sotto della soglia simbolica del miliardo di euro.

Per contro c’è stato un leggero incremento delle firme dei contribuenti che hanno deciso di destinare l’otto per mille alla Chiesa cattolica: 81,23%, rispetto all’80,91% dell’anno precedente (la diminuzione dei soldi assegnati rispetto all’aumento delle firme si spiega con il calo complessivo del gettito e dei redditi di coloro che hanno scelto la Chiesa cattolica e con il meccanismo dei conguagli degli anni precedenti). Segno che “l’effetto papa Francesco” c’è stato – la cifra assegnata quest’anno si riferisce alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2014, quando Bergoglio era papa da poco più di un anno –, ma è stato minimo. Ricordando sempre che non si tratta di una percentuale assoluta (l’81,23% di tutti i contribuenti), ma relativa solo a coloro che scelgono una destinazione dell’otto per mille, ovvero circa il 45% dei cittadini che presentano la dichiarazione dei redditi (il restante 55% lascia tutte le caselle in bianco, ma la quota viene comunque ripartita proporzionalmente in base alle scelte di coloro che hanno firmato). Quindi in realtà non  l’81,23, ma circa il 35% dei contribuenti a destinare il proprio otto per mille alla Chiesa cattolica.

A fronte della riduzione dell’incasso, l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (v. notizia precedente) ha deciso di tagliare solo i fondi destinati alla nuova edilizia di culto, che sono passati dagli 80 milioni del 2016 ai 40 milioni di quest’anno. Aumentati invece i fondi per gli interventi caritativi – che restano comunque poco più di un quarto del totale –, passati dai 270 milioni del 2016 ai 275 milioni di quest’anno. Per il futuro comunque, anche nell’eventualità di ulteriori cali, sono in cantiere tagli strutturali che sicuramente provocheranno malumori nelle diocesi o nel personale interessato: la condivisione di professionalità e una gestione in comune di alcuni servizi amministrativi, fino alla possibilità di accorpamento degli istituti diocesani di sostentamento del clero o delle diocesi stesse. Una richiesta, quella della riduzione delle 226 diocesi italiane, che papa Francesco aveva indirizzato alla Conferenza episcopale italiana fin dall’inizio, in occasione della partecipazione alla sua prima Assemblea generale, nel maggio 2013 (bisogna «ridurre il numero delle diocesi, ancora tanto pesanti», disse allora Francesco, v. Adista Notizie n. 20/13), ma che la presidenza Bagnasco ha dirottato su un binario morto. Chissà se ora con il nuovo presidente della Cei, card. Bassetti, si darà seguito alla proposta del papa.

Nel dettaglio l’Assemblea generale dei vescovi del 22-25 maggio ha deciso di ripartire le somme rispettando sostanzialmente la tradizione, sebbene operando qualche piccola correzione: il 28% per le attività di solidarietà sociale, il 37% per il culto e la pastorale, il 35% per il sostentamento del clero.

In particolare ad «esigenze di culto e pastorale» sono stati destinati 361 milioni (quasi 40 in meno dello scorso anno), di cui 156 milioni alle diocesi per culto e pastorale, 110 per l’edilizia di culto, 43 milioni per la catechesi e l’educazione cristiana, 13 milioni per i tribunali ecclesiastici regionali e 39 milioni per non ben specificate «esigenze di rilievo nazionale». Al sostentamento del clero sono stati riservati 350 milioni di euro, la stessa cifra del 2016. E agli interventi caritativi sono stati destinati 275 milioni di euro, così suddivisi: 150 milioni alle diocesi, 85 per il «Terzo mondo» e 40 per «esigenze di rilievo nazionale».

https://lucakocci.wordpress.com/2017/06/05/lotto-per-mille-alla-chiesa-cattolica-scende-sotto-il-miliardo-ma-crescono-le-firme/

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