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Lucia Annibali, voglio bene al mio volto così com'è

Roma – Quell’acido gettatomi addosso il 16 aprile 2013 in un agguato sul pianerottolo di casa “un po’ mi ha ucciso, perché quella che vedete oggi non è la persona che è stata cresciuta dai propri genitori. Il viso che i miei genitori hanno conosciuto non gli sarà mai restituito…”. E però oggi “sono molto affezionata a questo mio volto, gli voglio bene”, sperando in un domani migliore. Così Lucia Annibali in conferenza stampa nella sede Rai di viale Mazzini per la presentazione di “Io ci sono”, il film tv tratto dal libro autobiografico “Io ci sono – La mia storia di non amore” che lei ha scritto con la giornalista Giusi Fasano, in onda questa sera.

Le è stato chiesto se ha mai pensato al suicidio, dopo quella tragedia: “Su quel pianerottolo mi sono ritrovata di fronte alla morte – ha risposto Lucia – so quel che si prova in quel momento e però ho anche scelto di reagire. Nel momento in cui scegli la vita, lo fai per sempre”. E racconta che “i primi giorni in ospedale sono stati molto complicati nel centro ustioni, dove si vive anche una profonda solitudine per il fatto che a causa del rischio elevato di infezioni non puoi vedere e avere contatti con alcuno. Sei da solo con te stesso”. Ed è allora – ammette Lucia – che “c’è stato un momento in cui mi sentivo come risucchiare sempre di più, dentro si era creata questa sensazione fisica di baratro che però ho voluto subito stoppare. Ma è una scelta in realtà quotidiana perché vivo difficoltà proprie di un ustionato, porto questo peso, questa sofferenza che ho fatto mia“. E ora “tutto quello che ho imparato lo metto in tutto ciò che faccio, è quindi una scelta di vita, il desiderio di costruirmi una vita che sia intorno a me. Sono io a gestire, far sentire la mia voce, i miei sentimenti”. E poi “sono molto affezionata a questo mio volto, gli voglio bene, siamo in sintonia e andiamo avanti così, in direzione di un futuro spero radioso”.

Il film andrà in onda domani sera su Rai1 alle 21,25, regia di Luciano Manuzzi, con Cristiana Capotondi nel ruolo dell’avvocatessa sfregiata e con Alessandro Avarone in quello di Luca Varani. Il film è una coproduzione Rai Fiction e Bibi Film Tv, prodotto da Angelo Barbagallo per Bibi Film Tv. Lucia ha avuto parole di ringraziamento per Cristiana Capotondi “per il suo sforzo e impegno, il trucco è stato molto impegnativo, è stato bellissimo conoscerla, la ringrazio per aver dato così vita alla mia storia”.

E anche Alessandro Averone (nel ruolo di Varani) “è un attore di grandissimo talento, capace di dare dignità ad un personaggio che nel reale non la ha…”. Da Lucia Annibali anche un invito alle donne: “E’ sempre preferibile ascoltare le prime avvisaglie” delle violenze, “e lì interrompere prima che possa degenerare. Visto dall’esterno sembra banale dire questo, ma trovandosi dentro è tutt’altra realtà. La denuncia è importante, però presuppone un percorso emotivo e personale di una donna, presuppone la fine di un rapporto affettivo”. Dal punto di vista della legge “sono stati fatti passi avanti, si possono individuare protocolli che agiscano sulla prevenzione, spero si riesca a farli nei prossimi mesi”. Il momento più importante su cui intervenire è “il maltrattamento in famiglia, che di solito è il passaggio che invece viene lasciato cadere”. Infine un’attenzione per la compagna di Varani, madre di un bimba avuta con l’uomo oggi in carcere: da Lucia la sottolineatura: “Non è opportuno parlarne, penso che anche lei abbia il suo peso da portare…”.

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In conferenza stampa è intervenuta anche Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, rilevando che questo “è uno dei film più importanti prodotti in questi ultimi anni. Tratta di un tema cruciale come quello della violenza contro le donne, tema che la cronaca quasi tutti i giorni ci impone nelle sue diverse manifestazioni”. Una violenza che è “frutto di una cultura che riguarda il femminile e per questo Rai Fiction ha lavorato per dare il giusto spazio alle donne nella società di oggi, valorizzandone il ruolo familiare e quello nell’attività professionale”. A sua volta Cristiana Capotondi ha parlato di ruolo complesso, quello interpretato: da un lato il desiderio di formare i giovani, gli uomini soprattutto, e dall’altro trasferire con generosità questa esperienza, sono gli elementi che più mi hanno impressionato. Lucia è un eroe, una persona che ha sfidato con ironia il dolore, cosa difficile da riscontrare in tante persone. Questo viso ha poi ritrovato il suo sorriso”. L’attrice si è detta interprete di una “eroina di una guerra contemporanea“, questa è stata “una delle avventure più belle che mi legano a questo mestiere e aver conosciuto la storia di Lucia mi ha messo molto dentro a questo tema, tanto che ne conosco sfaccettature e sono persona che ha desiderio di far parte del gruppo di donne che devono accompagnare gli uomini nel capire che siamo cambiate e velocemente, qualcuno non l’ha ancora metabolizzato. Luca Varani non e’ il nostro target, ma ci sono altri uomini per i quali far si’ che questo ruolo femminile li renda felici”.

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La scena più complessa è stata quella dell’agguato “perché dal punto di vista cinematografico è stata condotta sulla verosimiglianza: Lucia non ha sentito dolore perché l’acido le ha bruciato le terminazioni nervose, quindi lei ha immaginato di aver perso la vista. Per un attore è un’esperienza straordinaria, esperienza totalizzante”. A sua volta Alessandro Averone, nel ruolo che tra il pubblico rischia domani sera di passare tra i più odiosi che la fiction abbia mai proposto, ha riconosciuto che il suo è stato un compito “non piacevole, è un ruolo ingrato ma credo possa servire per gli uomini che guardano questa storia capire che il concetto di amore dev’essere slegato dal possesso nei confronti di una donna, dal renderla e ritenerla un oggetto. Dobbiamo restituire alle donne, ed essere felici che continuino a splendere senza limitarle nella persona e nella libertà”. E “spero che l’aver contributo a interpretare questo ruolo possa servire a guardare le donne in un modo più illuminato”. 

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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