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M. O.: presi autori attacco molotov, accoltellate 2 guardie Israele

(AGI) – Gerusalemme, 26 dic. – L’esercito israeliano ha catturato i palestinesi presunti autori dell’attacco con bombe molotov contro un’auto di coloni del giorno di Natale, in cui e’ rimasta gravemente ustionata una bambina di 11 anni. Lo ha comunicato il ministro della Difesa israeliano, Moshe Yaalon, ai genitori della bimba, Ayala Shapira. L’attacco era avvenuto nei pressi dell’insediamento ebraico di Maale Shomron, a nord di Nablus, in Cisgiordania. La tensione resta altissima anche a Gerusalemme, dopo che questa mattina un palestinese ha accoltellato due guardie di frontiera israeliane vicino alla Porta dei Leoni, nella Citta’ Vecchia, ed e’ riuscito a fuggire. Uno dei due agenti, di 19 anni, e’ stato ferito al collo, l’altro, di 35 anni, a una mano. La polizia ha allestito posti di blocco per tentare di trovare l’aggressore. L’attacco di Natale con bottiglie molotov ha suscitato polemiche sulla sicurezza. Il padre della bambina ferita, che era alla guida dell’auto, ha lamentato che l’esercito israeliano si limita a operazioni di “gendarmeria” per far fronte a quella che ormai e’ una vera “guerriglia” da parte dei palestinesi, con il lancio di pietre e bottiglie molotov. Poi ha denunciato che gia’ alcune settimane fa la sua auto era stata fatta bersaglio del lancio di molotov ma sua moglie, che era alla guida, era riuscita a frenare in tempo e gli ordigni erano esplosi sull’asfalto. La bambina, Ayala, ha riportato ustioni su quasi il 50 per cento del corpo, soprattutto alla testa e al collo. La sua prognosi resta riservata e, anche qualora sopravvivesse, l’attendono cure lunghe e dolorose. Intanto la Corte Suprema di Gerusalemme ha ordinato lo sgombero dell’avamposto ebraico illegale di Amona, a Ramallah, dove si erano insediate una quarantina di famiglie di coloni. Al termine di una battaglia legale protrattasi per sette anni, il presidente della Corte Suprema, Asher Grunis, ha stabilito che l’avamposto si trova in buona parte su terre private palestinesi e va quindi rimosso. Il giudice ha dato due anni di tempo ai coloni per trovare un’altra sistemazione. (AGI) .
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